Sicurezza
«Vogliamo la verità sull’incidente di Paolo»
Al via il processo sul caso Ameruso, il giovane in coma da un anno. Folla in tribunale alla prima udienza, presente in aula solo uno dei due imputati. La famiglia chiede «piena luce su quello che accadde quella sera»
Ieri mattina in tribunale a Cecina ha preso il via il processo sul caso di Paolo Ameruso, in coma da quasi un anno. C'erano i genitori, la sorella, una moltitudine di amici e compagni di scuola. Tutti lì a seguire la prima udienza del processo che vede imputati due automobilisti: Maura Onorati e Alberto Calvo. Ma il processo è durato un quarto d'ora, il tempo per la costituzione delle parti civili e la fissazione di due udienze che dovrebbero bastare per arrivare a una sentenza. La prossima udienza ci sarà il 4 aprile, quella successiva il 30 maggio. Il processo si è svolto per esigenze logistiche nell'aula penale del tribunale anche se a presiederlo era il giudice di pace Giovanna D'Alessio. Nel capo di imputazione si contestano, in concorso, delitti del codice penale e contravvenzioni del codice della strada che vanno dalle lesioni gravi colpose alla condotta di guida in generale. Competenza del giudice di pace, dunque. «Siamo qui per Paolo, vogliamo che sia fatta finalmente piena luce su quel che è successo quella sera» è stato il commento unanime del padre e degli amici.
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