Il Tirreno

Donati, i lavoratori occupano la Provincia

Donati, i lavoratori occupano la Provincia

Protesta dei dipendenti dell’azienda di laterizi. Triolo (Cgil): «Senza piano cave sono le istituzioni a far chiudere la ditta»

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LIVORNO. «Se non ci garantiscono un futuro vorrà dire che mio figlio lo porto a dormire da Kutufà o dal sindaco Franchi». La rabbia dei dipendenti della Donati laterizi, che senza la nuova cava di argilla ha annunciato il blocco della produzione prima di Natale, è tutta chiusa in questa frase provocatoria di Massimo Solli, uno dei lavoratori della sede di Campi, nella zona di Pisa.

Ieri i circa ottanta dipendenti della Donati hanno occupato palazzo Granducale. Prima, con bandiere e striscioni, hanno protestato all’esterno. «Ma nessuno ci ha ricevuto e abbiamo saputo - dice Nicola Triolo, sindacalista di Fillea Cgil - che il presidente Kutufà non c’era». Così i lavoratori sono saliti al primo piano e si sono seduti, in segno di protesta, sugli scranni dei consiglieri provinciali. «È stato un atto simbolico - prosegue Triolo -, per far capire lo stato di disperazione di chi lavora alla Donati».

Da giorni dipendenti, sindacati e la stessa azienda ripetono alla Provincia una richiesta: è necessaria l’adozione del piano cave provinciale, che prevede che la Donati cominci a usare la nuova cava del Gozzone, tra Gabbro e Castelnuvo.

Il fatto è che da altrettanti giorni il presidente della Provincia Kutufà e il sindaco di Rosignano Franchi spiegano che c’è un iter amministrativo da rispettare. Prima la Donati deve presentare un piano industriale, poi l’ipotesi di aprire una nuova cava sui colli di Rosignano deve essere presentata ai cittadini della zona, chiamati a dare un parere.

Tutte azioni che necessitano di tempo. «Un tempo che non abbiamo - taglia corto Triolo -. A noi non interessano le beghe tra enti locali, ma che parta l’iter per l’utilizzo della nuova cava. Se non approvano il piano vuol dire che hanno deciso di far chiudere l’azienda, allora faremo le dovute azioni sindacali».

La rabbia dei dipendenti della ditta di laterizi è chiara dalle parole di Fabrizio Morelli, che lavora nella sede di Gabbro: «Ho una moglie e due figli da mantenere - racconta -, lavoro alla Donati da 25 anni. È un’azienda che va bene e che vorrebbe investire per il futuro. Sono le istituzioni che si palleggiano il problema e di fatto non danno questa possibilità».

Durante la manifestazione di protesta l’assessore provinciale al lavoro Ringo Anselmi ha raggiunto i lavoratori, ribadendo «l’impegno delle amministrazioni locali per un rapido percorso di confronto sui problemi che possono essere di impedimento alla continuità dell’attività estrattiva».

Intanto il presidente Kutufà, che ieri era impegnato tra Firenze e Roma, ha dato appuntamento per stamani a mezzogiorno alle Rsu della Donati, per confrontarsi di nuovo sul futuro dell’azienda.

Anna Cecchini

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