Italia
S’inabissa nel mare del Cala de’ Medici yacht di 24 metri
Il caicco “Bella”, ormeggiato lungo la diga foranea affonda Da stabilire le cause, danneggiato dalla pioggia di domenica
ROSIGNANO. È andato a fondo velocemente, davanti agli occhi increduli dei lavoratori del porto e di alcuni cittadini che si sono riuniti sulla diga per capire cosa stesse accadendo.
Uno yacht di 24 metri ieri mattina è affondato nelle acque interne del porto turistico Cala de' Medici. Ormeggiata da neanche un mese al posto 64 lungo la diga foranea la barca, che porta il nome Bella ed è di proprietà di un polacco, si è quasi inabissata.
Ancora da stabilire che cosa abbia fatto affondare il caicco (questo il tipo di natante, un due alberi in legno) anche se di certo le forti piogge dei giorni scorsi devono aver nuociuto alla stabilità dell'imbarcazione.
A rendersi conto dell’emergenza sono stati ieri mattina gli ormeggiatori del porto che, intorno alle 8, durante uno dei consueti giri di ricognizione hanno subito notato che lo scafo di Bella stava imbarcando acqua. Immediatamente sono stati contattati la Capitaneria di porto e i vigili del fuoco, che oltre e mettere a disposizione alcune unità dal distaccamento di Cecina hanno fatto intervenire a Rosignano il nucleo portuali e sommozzatori della compagnia di Livorno.
I pompieri, arrivati con l'apposita imbarcazione munita di gru, si sono però resi che i loro mezzi non erano abbastanza potenti per tirare su un'imbarcazione lunga 24, che nel frattempo si era praticamente inabissata. A metà mattina, infatti, dello scafo blu in legno non si vedeva che qualche centimetro e l'acqua aveva invaso completamente le cabine. Sopra alla superficie marina restavano praticamente soltanto i due alberi dell’imbarcazione.
Capitaneria e vigili del fuoco, dopo aver delimitato con appositi galleggianti il perimetro circostante lo yacht hanno deciso di far intervenire ditte che si occupano di recupero natanti, riuscendo a mettersi in contatto con proprietario e armatore del caicco. La paura degli ormeggiatori, come degli uomini della Capitaneria di porto e dei pompieri, era che la barca si inabissasse completamente. In quel caso sarebbe stato praticamente impossibile rimuoverla dal fondo marino.
In accordo con la proprietà del Cala de' Medici è stato concordato di far intervenire la ditta Bettarini che ha a disposizione gru particolarmente grandi, in grado di sollevare anche natanti di grosse dimensioni. Nel pomeriggio di ieri, dopo aver messo in sicurezza l’area circostante l’imbarcazione affondata, è stato avviato l'intervento di recupero del caicco. Prima la barca è stata sollevata con un sistema di palloncini e contemporaneamente si è tentato di svuotare almeno in parte lo scafo ormai colmo di acqua. Infine è intervenuta la gru per issare la barca. Capitaneria e vigili del fuoco - sia quelli di Cecina che quelli di Livorno - sono rimasti l'intera giornata sulla diga foranea del porto per gestire le operazioni di recupero e garantire la sicurezza. Nella tarda serata di ieri l’intervento di recupero era ancora in corso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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DELLO YACHT AFFONDATO
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