Il Tirreno

Donati, sit-in di protesta dei lavoratori

Donati, sit-in di protesta dei lavoratori

Giovedì saranno davanti alla Provincia. Triolo della Cgil: «Le istituzioni si dimostrano irresponsabili»

2 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Giovedì faranno un sit-in di protesta davanti al palazzo della Provincia. I circa 80 lavoratori della Donati laterizi fanno sul serio e hanno deciso di difendere con le unghie e con i denti i loro posti di lavoro, messi a rischio dal blocco della produzione che l'azienda ha annunciato nei giorni scorsi a causa della carenza di argilla di qualità (miocenica) indispensabile per realizzare mattini competitivi sul mercato. L'azienda e i dipendenti (45 attivi a Gabbro e gli altri nell'impianto di Campo, nella zona di Pisa) chiedono da tempo alla Provincia di Livorno di approvare il piano cave, all'interno del quale è inserita anche la richiesta di Donati di avviare l'utilizzo di una nuova cava, quella del Gozzone tra Gabbro e Castelnuovo.

L'impresa preme da mesi perché l'ente provinciale approvi entro dicembre il piano cave, in modo che poi il Comune di Rosignano possa dare il via al percorso per arrivare ad una variante del regolamento urbanistico, ma nei giorni scorsi il sindaco Alessandro Franchi e il presidente della Provincia Giorgio Kutufà hanno di fatto congelato il piano cave. Prima di attivare qualunque procedimento amministrativo per dare il via all’utilizzo della zona del Gozzone, vogliono che la Donati presenti un piano industriale e, soprattutto, vogliono presentare l’intero progetto ai cittadini di Castelnuovo e Gabbro, che saranno chiamati ad esprimere le loro opinioni.

«È chiaro - dice Nicola Triolo, segretario Fillea-Cgil provinciale - che in questo modo per dare il via all’iter per usare la nuova cava ci vorranno due anni. Oltretutto se i cittadini daranno parere negativo sull’utilizzo del Gozzone tutto sarà bloccato». Un comportamento che secondo il sindacalista e i lavoratori è inaccettabile. Ecco perché giovedì mattina i dipendenti della Donati, che nel frattempo ha deciso di bloccare la produzione entro la metà di dicembre e di mandare i dipendenti in cassa integrazione. «Siamo davanti a degli incoscienti - conclude Triolo -, questo degli amministratori è un atteggiamento da irresponsabili».

(a.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa