Il Tirreno

Bersani vince per 6 voti

Il ballottaggio ribalta il risultato cecinese del primo turno. Flessione dell’affluenza

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CECINA. Il ballottaggio ribalta le carte a Cecina. Riportando in vantaggio i bersaniani rispetto ai rottamatori di Renzi, che si erano accaparrati il primo turno, domenica scorsa, con un rotondo 7 per cento in più. Un vantaggio perso nell’arco della settimana, che corrisponde all’incirca alla flessione dei votanti. Dunque rimonta di Bersani, seppure con un leggerissimo scarto: 6 voti sono quelli che fanno la differenza. 1144 per il segretario del Pd, pari al 50,1 per cento del totale, contro i 1138 del sindaco di Firenze, pari al 49,9%.

Affluenza in calo. In calo, dicevamo, l’affluenza alle urne, in linea con l’andamento generale di questa tornata elettorale. A Cecina la flessione è stata di poco più del 6%, con 2286 votanti rispetto ai 2434 del primo turno. Nel dettaglio, vediamo comunque che nei cinque seggi dislocati nel comune Bersani vince a Marina (177 voti contro i 164 di Renzi), a Palazzi (224 a 192) e all’auditorium (126 contro 111). Mantiene la superiorità invece Renzi al circolo Arci bocciodromo (358 contro 337) e soprattutto al seggio della Targa (313 contro 280).

«Ora lavoriamo insieme». Soddisfatta la segretaria comunale, Alessandra Meini. «É stata una bella rimonta per Bersani, ma il segnale del voto è inequivocabile: il partito deve aprirsi al nuovo». Che tradotto in pratica significa «porte aperte per i ragazzi del comitato pro Renzi». Già a partire dalla prossima scadenza pre-elettorale, della conferenza di programma. Anche su facebook Meini si lascia andare a un commento ecumenico sul gruppo cecinaxbersani. «Grazie a tutti per lo splendido lavoro fatto, per la passione e l'entusiamo che tutti noi e voi abbiamo/avete messo in questa campagna. Da stasera renziani e bersaniani tutti al lavoro insieme per vincere le elezioni politiche. C'è ancora molto da fare. Uniti si vince meglio».

I veleni di Fb. Ma su facebook si mescolano festeggiamenti a veleni. Scrive Lorenzo Gasperini, ex pidiellino che ha fondato il gruppo consiliare Cecina Insieme: «60 anni di potere unico a Cecina, rappresentato oggi dai bersaniani, per vincere su Matteo Renzi di soli 6 voti. Una clamorosa sconfitta per la "tradizione amministrativa" di questa città, per il sindaco, la giunta, la maggioranza, i segretari comunale e provinciale Pd. La vecchia guardia cecinese è come l'aristocrazia dipinta nei romanzi di D'Annunzio: alla canna del gas».

A Rosignano “Pg” vince in scioltezza. Bersani vince in scioltezza, portando a casa ben 245 voti in più del sindaco rottamatore. Il Pd rosignanese ha scelto, il candidato Pd da sostenere per le prossime elezioni politiche sarà il segretario nazionale.

Un risultato che conferma, e rafforza, la scelta già fatta domenica scorsa per il primo turno, quando a livello comunale Bersani si era imposto, ma con uno scarto minimo rispetto al rivale (solo 42 voti di differenza). Stavolta non c'è stata storia: a Bersani sono andate 1.749 preferenze, mentre a Renzi 1.504.

Una vittoria, quella di Bersani, che anche a Rosignano è stata accompagnata da un considerevole calo dell'affluenza alle urne. Se domenica scorsa infatti sono andati a votare 3.537 cittadini, ieri l'affluenza si è fermata a quota 3.258, facendo registrare un calo del 6,92%. Calo che in molti casi viene considerato fisiologico e che di fatto non intaccato il risultato.

La virata delle frazioni.Quello che più c'è da notare - e che fa esultare i bersaniani - è la "virata" di alcune frazioni del comune che al primo turno si erano nettamente schierate con Matteo Renzi. Stavolta Castelnuovo e Vada sono tornate con Bersani. Lo fa notare con soddisfazione il segretario dell'Unione comunale del Pd Fabrizio Bagnoli. «Non solo a Solvay Bersani si è imposto in tutti i seggi - dice Bagnoli -, ma i risultati sono stati ribaltati in alcune frazioni fondamentali». Effettivamente a Castelnuovo il segretario nazionale si è imposto con 85 voti contro i 71 dell'avversario, e anche a Vada Bersani ha avuto 240 preferenze a fronte delle 226 per Renzi. Quanto a Marittimo, Nibbiaia e Gabbro, come la volta scorsa hanno invece visto la vittoria del sindaco di Firenze. Anche a Castiglioncello, anche in questo caso come al primo turno, si è imposto Renzi (133 voti contro i 126 di Bersani).

Subito un’assemblea. Grande soddisfazione per il risultato finale in casa dei bersaniani. «In settimana faremo un'assemblea - spiega Bagnoli - per analizzare il voto. Qui da noi con i renziani non ci sono mai stati problemi, quindi mi auguro che chi si è dato da fare nel comitato per Renzi prosegua a lavorare anche in futuro per il partito».

Nessuna polemica particolare viene dagli sconfitti. «Ci batteremo per il leader del centro sinistra - dice Paolo Rotelli, del comitato per Renzi -. Ha vinto Bersani e quindi saremo politicamente impegnati perché vinca le elezioni politiche». Certo Rotelli fa notare che i renziani non potranno essere messi in un angolo. «Il valore assoluto delle percentuali ottenute da Renzi a Rosignano - dice - è passato dal 44% del primo turno al 46,23% di oggi (ieri, ndr) . Un dato che non consente di vincere, ma mi pare evidente che a Rosignano i due comitati si equivalgono. Oltretutto a livello locale credo vada analizzata la situazione delle zone collinari».

Un risultato quello di Renzi a Rosignano che secondo Rotelli va tenuto in particolare considerazione, anche perché ottenuto grazie all’attività «di giovani e persone che, pur non essendosi prima avvicinate alla politica, con il loro lavoro sono arrivate al punto di mettere in difficoltà un apparato ben strutturato come era quello per Bersani a Rosignano».

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