Il Tirreno

No del Comune alla nuova tassa sui rifiuti

di Anna Cecchini
No del Comune alla nuova tassa sui rifiuti

La Tares dovrebbe partire da gennaio con forti rincari. Il sindaco: «Manca un regolamento dal ministero, non la attiviamo»

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ROSIGNANO. Niente salassi legati alla Tares, la nuova tassa su rifiuti e servizi. Il Comune di Rosignano ha infatti deciso di bloccare, almeno per il momento, l'introduzione della tassa prevista dal decreto Salva Italia, che il governo vorrebbe attiva a partire da gennaio 2013.

La Tares (tributo comunale sui rifiuti e sui servizi) dovrebbe andare a sostituire la Tia o addirittura la Tarsu, in quei comuni che negli ultimi anni non sono mai passati a tariffa. È il caso di Rosignano, dove il passaggio da Tarsu a Tares comporterebbe un vero e proprio salasso per le tasche dei contribuenti. Una batosta economica che l'amministrazione locale ha deciso di bloccare, almeno temporaneamente. «La Tares - spiega l'assessore alle finanze Gennaro Tudisco - prevede che il 100% dei costi di servizio siano pagati dai cittadini, mentre con la Tarsu i contribuenti pagano il 60% ed il restante 40% è coperto dal Comune». Evidenti i rincari che l'entrata in vigore della Tares comporterebbe.

«Non solo - prosegue Tudisco -, perché la Tares impone anche una ulteriore maggiorazione del 20%, sempre a carico dei cittadini, che dovrebbe servire a coprire una quota parte dei cosiddetti servizi indivisibili come l'illuminazione pubblica, i servizi cimiteriali, le manutenzioni». Insomma la Tares si configura come un ulteriore prelievo dalle tasche dei contribuenti, che il Comune ha deciso di rinviare. «Il governo aveva detto - spiega l'assessore - che con gennaio 2013 sarebbe dovuto avvenire il passaggio a Tares, ma poi non è stato formulato alcun regolamento per questa operazione. Il ministero deve disciplinare la modalità di passaggio, i termini per la riscossione e deve ad esempio dare chiarimenti sulla possibilità o meno di affidare a soggetti esterni la riscossione». Ecco che, in mancanza di un regolamento chiaro, il Comune di Rosignano temporeggia. «Se non c'è un obbligo confermato - sottolinea il sindaco Alessandro Franchi - restiamo con la Tarsu». Scelta che, per le tasche dei cittadini, significa evitare (o almeno rimandare) prelievi indubbiamente più pesanti.

«È vero che secondo le indicazione del governo la Tares dovrebbe partire da gennaio - prosegue Tudisco -, ma il ministero deve fornire una regolamentazione chiara su come si organizza e si gestisce il passaggio dalla Tarsu alla nuova tassa. Siccome ad oggi queste regole non esistono per il momento non applichiamo la nuova tassa. Stiamo già lavorando sul passaggio, ma fin quando non ci sarà l'obbligatorietà abbiamo deciso di differire l'operazione, tanto più che la prima rata di pagamento, per la Tarsu, sarebbe prevista a giugno. Abbiamo quindi tempo nel caso nei prossimi mesi fosse indispensabili adeguarci alla Tares». Una decisione che il Comune prende per non rifilare l’ennesimo colpo ai bilanci familiari dei cittadini.

«La nostra tassa sui rifiuti - dice Tudisco - è la più bassa della Provincia e forse anche della Regione, ciò dimostra che c'è attenzione da parte del Comune nell'esercitare sui cittadini la minor pressione fiscale possibile. Vogliamo continuare su questa strada che tutela i cittadini, poi se dovremo per forza introdurre la Tares è ovvio che, obtorto collo, lo faremo».

«Finché l’indicazione di introdurre la nuova tassa - conclude il sindaco - non sarà perentoria non lo faremo, per continuare a tutelare i cittadini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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