Il Tirreno

Primarie, polemica sulle nuove richieste di iscrizione al voto

Primarie, polemica sulle nuove richieste di iscrizione al voto

I renziani: «Non dicono quante provengono da Rosignano» Per Bagnoli venti giorni per iscriversi sono stati abbastanza

2 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. «La stragrande maggioranza delle richieste di voto non saranno accettate». Taglia corto Claudio Seriacopi (Pd), uno dei tre commissari nominati nel coordinamento provinciale per valutare la richiesta di voto di “nuovi elettori”. E fa capire che la piattaforma dei votanti, per lo scontro diretto tra Renzi e Bersani in programma domani, sarà praticamente analoga a quella che ha partecipato al primo turno delle primarie. Eppure di persone che hanno mandato mail, fax, lettere o sono andate di persona a Livorno nel quartier generale del Pd in via Donnini ce ne sono state centinaia. Ieri sera alle 20, orario previsto da regolamento nazionale per chiudere la possibilità di nuove “candidature al voto”, a Livorno avevano contato circa 1.200 richieste provenienti dall’area tra Collesalvetti e Bibbona. Impossibile, almeno a ieri sera, capire la provenienza geografica di queste richieste perché la commissione provinciale pare non abbia fatto una suddivisione territoriale. Una carenza che qualcuno ha notato. I renziani rosignanesi fanno sapere che da vie ufficiose sembra che dall’area di Rosignano siano arrivate circa 220 richieste. «Ma da Livorno - dicono - non ci hanno comunicato i dati ufficiali, in questo modo saremo all’improvvisazione».

Ricorda il regolamento nazionale del partito Fabrizio Bagnoli, segretario comunale del Pd. «La gente che davvero voleva votare - dice - ha avuto 21 giorni di tempo, dal 4 al 25 novembre, per iscriversi. Ora va bene far votare chi dimostra che in quei 21 giorni ha avuto seri e comprovati problemi che gli hanno realmente impedito di venire al primo turno e anche di iscriversi online, ma per il resto non basta una giustificazione».

Anche Samuele Lippi, segretario provinciale del Pd, sottolinea la necessità di rispettare le regole: «Bisogna che le richieste abbiano motivazioni chiare per cui il cittadino non ha potuto registrarsi nei venti giorni in cui era possibile, quindi pochissime saranno accolte, i motivi personali non sono abbastanza, deve esserci una motivazione comprovata».

Sulla stessa lunghezza d’onda Seriacopi che ha aperto praticamente tutte le richieste di iscrizione al voto arrivate alla sede provinciale del Pd. «Il 70% non si prendono neanche in considerazione, perché sono fatte secondo un format standardizzato in cui non si specifica alcuna motivazione, in un altro 15-20% si fa riferimento a generici motivi personali o familiari e solo un 10-15% parla di problemi avuti dal richiedente negli ultimi giorni a ridosso del primo turno delle primarie. Domani (oggi, ndr) il coordinamento valuterà congiuntamente, ma è difficile che accetteremo qualche richiesta».

(a.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web