Gioco
Dalle vecchie foto alla recita a teatro ricordando l’Albania
La comunità ha celebrato i 100 anni dall’indipendenza Un’iniziativa delle donne immigrate per l’integrazione
CECINA. Solo a Cecina la comunità albanese conta quasi 700 residenti. Dieci anni fa i cittadini del paese delle due aquile che vivevano in città erano meno di 170.
Un boom demografico che rende, tra gli stranieri, quella albanese una delle comunità di più lunga presenza a Cecina (ma più in generale in Italia) e percentualmente la più numerosa (superiore al 2%).
Numeri simili nel resto del territorio.
Per questo la festa per i cent’anni dell’indipendenza dell’Albania che ricorreva lo scorso 28 novembre è stata un’occasione doppiamente speciale per la numerosa comunità presente nel nostro territorio che ha deciso di celebrarla anche nell’ottica di promuovere un messaggio di integazione sul territorio.
Tra i soggetti più attivi c’è, ormai da molti anni, l’associazione Dea (donne emigrate associate) che ha organizzato un evento speciale.
«In occasione di questa importante ricorrenza in tutto il mondo le comunità albanesi hanno organizzato eventi particolari – spiega Rezaerta Elezi, presidente Dea – come associazione delle donne emigrate abbiamo organizzato una mostra fotografica con gli scatti più significativi dei 100 anni di storia dell’Albania seguita da una recita dei bimbi della scuola albanese presso il teatro l’Ordigno di Vada».
Non un caso che la grande partecipazione sia arrivata proprio dai più giovani. L’età media, infatti, della comunità albanese di Cecina è per un quarto della popolazione residente inferiore ai 17 anni. Tra gli italiani la percentuale è la metà (13% contro oltre il 26% di quella albanese.
Non solo, anche nel tessuto economico e della crescita della città la comunità albanese è sempre più una realtà: dalle 18 aziende albanesi del 2001, prettamente del settore delle costruzioni, siamo passati alle attuali 54.
Un aumento superiore all’8% in poco più di dieci anni. La strada da compiere verso l’integrazione, però, è ancora lunga.
Basti pensare che tutti i figli nati da genitori albanesi non si vedranno riconosciuta la cittadinanza italiana anche se molti sono nati, vivono da sempre a Cecina e frequentano scuole e associazioni del territorio.
«La chiave dell’integrazione resta la conoscenza – spiega ancora la presidente di Dea – molto spesso questa manca e porta a fenomeni di razzismo e di esclusione anche verso chi, come ad esempio tutta la comunità albanese, pur essendo orgogliosa delle sue origini si sente italiana e cecinese a tutti gli effetti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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