Sicurezza
«Non pagate quella gabella e firmate altri ricorsi»
L’appello del Comitato No consorzi di bonifica contro l’ultima raffica di cartelle «La battaglia va avanti finché non riusciremo a far abrogare la legge regionale»
CECINA. Non pagate quella gabella, anzi sottoscrivete altri ricorsi. É l’appello lanciato dal Comitato No consorzi di bonifica contro l’ultima spedizione di cartelle. «La Comunità montana Alta Val di Cecina - scrive il comitato - ha di nuovo ripreso gli avvisi di pagamento per il contributo di bonifica per gli anni arretrati 2010-2011 ai residenti proprietari di immobili all'interno del comprensorio di bonifica n. 29. In questi avvisi si chiede il pagamento di almeno due annualità, addirittura a qualcuno sono stati richiesti anche i contributi sin dal 2008 e 2009, anni che sono stati oggetto di circa 300 ricorsi il cui esito è stato interamente accolto dalla Commissione tributaria di Pisa: senza guardare a spese, la Comunità montana ne ha impugnato l'esito a lei sfavorevole innanzi alla Commissione tributaria regionale e tuttora si attende la decisione».
«Questa battaglia non può arrestarsi - prosegue il comitato - ora che da più parti si chiede, in particolare dal movimento delle liste civiche Insieme per cambiare, l'abolizione di questo ingiusto e vessatorio tributo sulla proprietà immobiliare che, si badi bene, è stato opportunamente tenuto separato dall'Imu e quindi costituisce un onere aggiuntivo sulla casa e sui terreni del tutto ingiustificato a fronte di opere di bonifica mai effettuate. Il nostro comitato ha sin dall'inizio contrastato questa ingiusta gabella e chiesto una riforma della materia in modo da consentire di applicare il contributo solo a carico di quei beni immobili che di volta in volta e di anno in anno abbiano beneficiato di opere di bonifica e/o di manutenzione e abbiano incrementato e/o migliorato il loro valore economico».
«La Comunità montana - ribadisce il comitato - non ha mai effettuato sin dal 2008 opere di bonifica sul territorio ma, sporadicamente, solo opere di manutenzione e pulitura dei corsi d’acqua che da sole non possono assicurare e preservare come dice la legge regionale 34/94 l'assetto idrogeologico del territorio che, a fronte delle recenti copiose piogge, ha continuato a manifestare tutta la sua fragilità. Molti infatti sono stati gli episodi di smottamenti, straripamenti e danneggiamenti alle proprietà proprio in ragione della mancata manutenzione oggi affidata per legge all'ente in questione».
«Di fronte a questo abuso - conclude il comitato - i cittadini debbono coalizzarsi e manifestare la loro protesta , che per ora si limita alla presentazione di ricorsi collettivi, ma che deve essere indirizzata poi alla modifica e/o abrogazione a mezzo azione popolare della attuale legge regionale».
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