Il dolore
«Così avete fatto morire mio fratello una seconda volta»
Incidente al Galafone, la rabbia della sorella della vittima «Al cimitero non è stato neanche messo nella cella frigo»
ROSIGNANO. «L’hanno fatto morire due volte». Najet Zaer è furiosa. Suo fratello Mohammed, morto all'alba di mercoledì in un incidente stradale, non ha ricevuto un adeguato trattamento all'obitorio di Rosignano Marittimo: il corpo non è stato conservato in una cella frigo e così, all'arrivo a Tunisi, sua madre non è riuscita nemmeno a vederlo. Anzi, spiega Najet, «al funerale si sono sentiti tutti male a causa delle esalazioni. E' una vergogna, non siamo animali».
Mohammed Zaer (32 anni, muratore, una moglie e una figlia di tre anni) era morto nell'incidente avvenuto al Galafone, sulla vecchia Aurelia. Erano le 5,30 di mercoledì e il giovane, che abitava a Vada, stava guidando un monovolume. Con lui c'erano due amici, rimasti feriti. Lui invece era stato estratto ormai morto dall'auto, finita fuori strada.
La salma era stata portata al cimitero di Marittimo, a disposizione dell'autorità giudiziaria che aveva dato subito il nullaosta per i funerali non ritenendo che ci fosse bisogno dell'autopsia. E qui, come spiegano la sorella, la moglie e altri parenti, la salma è stata lasciata in una camera non refrigerata. «Due persone della Crom ci avevano assicurato che entro 24 ore sarebbe stato messo in una cella frigo. Invece non è stato così. Nel frattempo abbiamo contattato l'ambasciata per il trasferimento della salma a Tunisi. L'ambasciata ha incaricato un'impresa funebre di Roma che sabato mattina è venuta a prendere la salma di mio fratello. Quando l'autista è arrivato è rimasto sconvolto. La salma era in avanzato stato di decomposizione. Non solo: in Comune non erano pronti neanche i fogli e ci sono stati molti intoppi burocratici. Alla fine, in quelle condizioni, la salma è stata trasferita a Roma, messa su un aereo e sbarcata a Tunisi alle 13,30 di sabato. Quasi quattro giorni dopo. Ma qui è stato un altro dramma. Mia madre non ha potuto neanche vedere suo figlio per l'ultimo saluto. Le sue condizioni erano terribili. Inutile anche il nostro tentativo di ricomporlo e profumarlo. C'è gente che si è sentita male ai funerali a causa del cattivo odore. Perché questo? Perché siamo stranieri? Ma non finisce qui».
La famiglia si è rivolta a un legale ed è decisa a presentare un esposto denuncia.
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