Il Tirreno

La tromba d’aria lascia un mare di macerie

di Alessandra Bernardeschi
La tromba d’aria lascia un mare di macerie

Alberi sradicati, decine di auto danneggiate, tetti volati via, Aurelia bloccata Panico all’uscita dei bimbi dalle scuole. Un miracolo che nessuno si sia ferito

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ROSIGNANO. Medusa, la perturbazione annunciata dai meteorologi, è arrivata a Rosignano Solvay con una tromba d’aria che ha spazzato via in pochi minuti tutto ciò che ha trovato sulla propria strada.

Dichiarato lo stato di emergenza. Più di venti gli alberi abbattuti, venticinque le auto danneggiate e, di queste, otto completamente distrutte sotto il peso dei pini; una ventina i fabbricati scoperchiati o danneggiati, alcuni dei quali dichiarati inagibili. Inagibile anche la struttura geodetica al campo di atletica dove la copertura è stata strappata, gli impianti elettrici non sono più utilizzabili e dove la forza della tromba d’aria è riuscita persino a sollevare le tribune in acciaio. Tanti anche i disagi per la viabilità; bloccate le arterie principali. Per ore è stato impossibile raggiungere Cecina se non passando dalla variante Aurelia. L’amministrazione comunale ha aperto, prima alla palestra del Lillatro poi in piazza del mercato a Rosignano Solvay, il Centro operativo comunale (Coc) attraverso il quale il sindaco Alessandro Franchi, assessori, dirigenti, tecnici e operai del Comune, polizia, vigili, carabinieri, Pubblica assistenza, vigili del fuoco, guardia costiera e tutte le forze messe in campo, si stanno coordinano. La conta dei danni è altissima ed è per questo che è stato dichiarato lo stato d’emergenza per calamità naturale. Nessun problema per le scuole, che oggi sono regolarmente aperte.

Tutto è accaduto in pochi minuti. Attorno a mezzogiorno di ieri un violento acquazzone ha colpito Rosignano; una ventina di minuti di acqua scrosciante poi la tromba d’aria arrivata dal mare. Una forza inesauribile che ha abbattuto otto pini lungo via Borsellino (ex via Cesare Battisti), la strada che confina con il campo sportivo di Rosignano, con le scuole elementari e medie. Otto piante cadute giù in un soffio, come le tessere di un domino. Sotto, le auto dei genitori (e di qualche insegnante) che a quell’ora stavano giungendo per prendere i figli a scuola. Quattro di esse sono rimaste schiacciate, completamente distrutte dal peso dei grandi alberi. Immagini da incubo, da film apocalittico. Più in là, la replica. In via Veneto otto pini sono caduti sotto la forza del vortice distruttivo un altro si è abbattuto in via Oberdan Chiesa. Anche qui altre quattro auto andate distrutte e altre gravemente danneggiate. Pini che, cadendo, hanno portato via balconi di case già scoperchiate. Tanti, tantissimi i tetti (una ventina i fabbricati coinvolti, dicevano ieri sera al Coc) che non hanno retto alla furia della tromba d’aria che ha colpito la zona del Lillatro, via Oberdan Chiesa, via Pascoli, via Agostini via Aurelia, via Borsellino per poi proseguire il cammino verso via pel di Lupo.

Pochi minuti, poi la calma è tornata, come nulla fosse stato. Se non per le immagini di devastazione sotto gli occhi attoniti dei presenti. «Tante le famiglie – spiega Lilia Benini che assieme agli altri assessori al sindaco e alle forze dell’ordine ha raggiunto le zone colpite dalla tromba d’aria – che non potranno rientrare a casa. I vigili del fuoco stanno verificando l’agibilità delle abitazioni».

Bloccata la via Aurelia. Nel caos del momento, di fronte gli occhi sgranati dalla paura dei tanti cittadini che si sono trovati di fronte alla forza della natura, anche il problema della viabilità. Bloccata la via Aurelia (riaperta poi nel pomeriggio inoltrato) davanti alla stazione ferroviaria. La strada è stata sommersa da detriti di tegoli volati via dalle abitazioni. Impossibile transitare in via Oberdan Chiesa (percorso obbligatorio dopo la realizzazione del sottopasso di via Forlì) per la caduta di pini. Bloccata anche la viabilità in via Veneto. Per ore chi doveva dirigersi in auto verso Cecina, ha dovuto fare inversione di marcia verso la variante Aurelia. In pochi minuti tutte le forze dell’ordine sono scese in campo assieme alla Protezione civile della Provincia, la Pubblica assistenza, la Croce Rossa. Tanti i volontari scesi in strada a dare una mano. È spettato agli operai della Rea e a quelli della cooperativa Il Giglio, ripulire le strade.

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DEI DANNI DELLA TROMBA D’ARIA

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