Il Tirreno

«Niente spaccature, ricordiamoci del 2009»

«Niente spaccature, ricordiamoci del 2009»

Il segretario Bagnoli: «Il Pd non vorrà ripetere l’esperienza della scissione di Rosignano democratica»

2 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. La speranza è che i voti arrivati, per Bersani o Renzi poco importa, alle elezioni politiche si trasformino in voti per il Pd. Questo l’auspicio dei segretari dei circoli Pd delle zone dove il “sindaco rottamatore” ha prevalso sul segretario nazionale del partito. Perché se in tutto il territorio di Rosignano Bersani è risultato vincitore con 1603 preferenze, i voti di scarto con il rivale diretto sono stati solo 42. Praticamente tutti derivanti dai seggi di Rosignano Solvay (numeri 7,9 e 8). Nei restanti seggi allestiti sul territorio comunale la vittoria è andata al sindaco di Firenze. Anche in quelle zone tradizionalmente legate alla sinistra meno centrista. Renzi ha vinto a Vada, conquistando 236 preferenze a fronte delle 222 date a Bersani, e ha addirittura espugnato le frazioni collinari. A Nibbiaia Bersani si è fermato a 70 voti e l’avversario ne ha ottenuti 118 (ben 48 in più), a Gabbro il rottamatore toscano è arrivato a 115 voti (93 a Bersani) e pure a Castelnuovo, se pur di una manciata di voti (6) ha superato il rivale. Un risultato che non preoccupa più di tanto Laura Giusti, segretario del circolo Pd di Gabbro: «A me preme il dato positivo, cioè che la genete sia tornata a votare. Sono venuti anche molti semplici elettori, non iscritti al Pd, che magari vedono Renzi come il nuovo». Che alle primarie di domenica si siano viste facce storicamente distanti dalle ideologie di centro sinistra lo dice anche Michele Bianchi, segretario del circolo Pd di Castiglioncello (dove Renzi ha vinto per 137 voti a 107). «Pensavamo che prendesse voti - dice - ma non così tanti. Siamo soddisfatti perché Castiglioncello è una piazza ostica per il Pd e invece è venuto a votare anche chi di solito non vota per il nostro partito». L’auspicio, insomma è che i voti per Renzi, una volta alle elezioni politiche, si trasformino in “adesioni” al Pd. Come conferma anche Sergio Benvenuti, segretario del circolo Pd di Vada.

Quanto ai rapporti di forza che saranno conseguenza, in casa Pd, dell’exploit del sindaco di Firenze, i segretari locali non si pronunciano. «I risultati - taglia corto Bianchi - non dovrebbero modificare l’assetto locale del partito, sennò viol dire che una consultazione per scegliere un leader diventa una contestazione locale».

Parla di assoluta tranquillità all’interno del partito anche Fabrizio Bagnoli, segretario dell’unione comunale del Pd, che apre ai renziani. «Non c’è nessuna spaccatura anche perché non credo che si voglia ripetere l’esperienza delle primarie del 2009, quelle per scegliere il sindaco (si riferisce alla spaccatura di Rd), della quale il partito paga ancora le conseguenze».

Anna Cecchini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa