Il Tirreno

«Progeco ci deve 240mila euro»

di Anna Cecchini
«Progeco ci deve 240mila euro»

L’appello della ditta Roland: «Abbiamo lavorato per loro, non ci hanno mai pagato. Siamo a rischio chiusura»

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ROSIGNANO. «Ci devono 240mila euro, ma nei mesi scorsi abbiamo saputo che la società è fallita. Se non ci pagano rischiamo di chiudere e mandare a casa 30 dipendenti». Paolo Rolla, uno dei titolari della Roland, azienda con sede a Livorno che si occupa di costruzioni metalmeccaniche, dice di essere con l'acqua alla gola. E punta il dito contro la Progeco srl, storica ditta rosignanese di progettazione e installazione industriale che - ne abbiamo dato notizia sul giornale dei giorni scorsi - ha cambiato nome in Costruzioni industriali, poi messa in liquidazione (Ricordiamo la vicenda societaria nell’articolo qui a fianco).

La diatriba fra Roland e Progeco comincia alla fine dell'estate 2011. «In settembre - racconta Rolla - abbiamo preso una commessa da Progeco, che aveva un appalto da Enel per installare delle strumentazioni alla centrale di Larderello. Roland avrebbe dovuto fornire tutti i materiali a Progeco». Quanto ai pagamenti, era stato stipulato che avvenissero con cadenze di 120 giorni. «Erano un po' lunghe - spiega ancora Rolla -, ma dalla Progeco ci hanno detto che l'Enel li avrebbe pagati ogni quattro mesi e che analogamente loro avrebbero saldato noi. Con grande sacrificio abbiamo accettato di essere pagati con queste cadenze, fidandoci di Progeco». Il problema è che i promessi pagamenti non ci sono mai stati. «Per quattro mesi - dice ancora uno dei due soci della Roland -, da settembre a marzo del 2012, abbiamo prodotto e inviato pezzi alla sede rosignanese dell'azienda. A fine gennaio dovevano cominciare a pagare, invece fino a marzo scorso non abbiamo visto alcun pagamento. Ci dovevano 240mila euro». A marzo uno dei soci della Roland è stato convocato alla Progeco di Rosignano per concordare un piano di rientro. «Si sono impegnati - spiega ancora Rolla - a pagarci 10mila euro al mese. Che però non sono mai arrivati». La Roland, sperando che la situazione si risolvesse, ha atteso fino a giugno. «Mese in cui, - spiega Rolla - ci hanno garantito che avrebbero cominciato a saldare come da accordi».

Visto che a luglio la ditta livornese non aveva ancora ricevuto niente, ha deciso di rivolgersi a un legale, l'avvocato Fabio Squarcini di Livorno. «Ho chiesto il sequestro - spiega il legale, che da allora segue la vicenda per Roland -, ma a settembre il Tribunale ha respinto la richiesta, non ritenendo che Progeco avesse tenuto un comportamento "pericoloso"». Squarcini ha impugnato la decisione del Tribunale livornese. «Solo nei giorni scorsi - conclude Squarcini - quando sono andato in tribunale per la discussione abbiamo saputo che su Progeco pendevano varie istanze di fallimento. C'è anche da fare chiarezza sulla regolarità della cessione di un ramo di azienda da Costruzioni industriali a Progeco Engineering. Attendiamo la decisione del Tribunale, se sarà dichiarato il fallimento ci sarà un curatore che dovrà farsi carico della situazione, altrimenti proporremo un'azione nei confronti del nuovo soggetto, la Pes, che non potrà dire di non conoscere la situazione debitoria di Progeco, dato che le due società sono composte dalle stesse persone».

Intanto l'attesa sta mettendo in ginocchio la Roland. «Noi siamo una ditta seria - dice Rolla - sul mercato da vent'anni. Abbiamo 30 dipendenti, che paghiamo regolarmente, come del resto saldiamo regolarmente le fatture dei fornitori. Quei 240mila euro sono indispensabili». Il socio della Roland, disperato, si è addirittura rivolto a "Striscia la notizia", il programma di Canale 5. «È una situazione assurda - termina Rolla -. Anche perché Progeco continua a fare annunci di lavoro per cercare personale per le sue attività. Inoltre ci stupiamo che Enel continui a dare appalti a un'azienda che si comporta in questo modo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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