Sicurezza
«La rottamazione non l’ha inventata Renzi»
Il comitato pro Bersani a fine campagna: «Affrontati temi importanti per i cittadini»
ROSIGNANO. «Abbiamo fatto quello che potevamo fare, forse si poteva fare qualcosa di più ma alla fine ce l'abbiamo messa tutta». C'è soddisfazione nelle parole di Leonardo Conforti, coordinatore del comitato pro Bersani, in occasione della conferenza stampa che chiude i lavori portati avanti dal comitato in vista delle primarie di domani. Nell'ambiente rosignanese c'è tanta soddisfazione per le iniziative create in un mese di vita, soprattutto per essere riusciti a riportare le persone a contatto con temi importanti.
«Abbiamo voluto affrontare – dice Conforti – nella rosa di tutti i possibili temi tre in particolare: il lavoro, il welfare e la scuola, farne altri sarebbe stato dispersivo e non ci avrebbe dato la possibilità di confrontarci con la cittadinanza». Quattro, più uno di chiusura in programma ieri sera, gli appuntamenti tenuti dal comitato, formato da sette persone più altri volontari: il primo, il 4 novembre, ha visto nella sede del Pd in piazza del Risorgimento Cecilia Carmassi, membro della segreteria nazionale del partito e responsabile welfare; al Gabbro il 7 novembre è intervenuto Patrizio Mecacci, segretario metropolitano di Firenze, sul tema “Riportiamo la politica là dove non arriva”. Il 12 novembre invece è stata la volta di Vannino Chiti, vicepresidente del Senato, e di Gianfranco Simoncini, ex sindaco di Rosignano e assessore regionale, sul tema del lavoro e delle necessità che intercorrono in questo momento storico. La scorsa settimana è stata la volta di un incontro sulla scuola insieme a Francesca Puglisi, sempre della segreteria nazionale, e ieri sera è stato replicato l'incontro anche a Rosignano Marittimo con Daniela Lastri, consigliere regionale, e Lorenzo Lai, responsabile della scuola. «Il tema della rottamazione – afferma Conforti, è entrato dentro le persone ma è un percorso già avviato prima di Renzi. Siamo in una fase storica in cui nessuno può fare a meno di nessuno, da soli si va da poche parti. Noi siamo convinti che il cambiamento deve essere fisiologico e che chi c'è da più tempo deve mettere a disposizione le sue esperienze per i nuovi: lavorando insieme giovani e anziani è il solo modo in cui ci potrà essere questo rinnovamento, guardando alla realtà dei fatti e cercando una vera soluzione ai problemi».
Daniele Meucci
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