Il Tirreno

La danza dei delfini tra Punta Righini e Campolecciano

di Alessandra Bernardeschi
La danza dei delfini tra Punta Righini e Campolecciano

Avvistati 10 esemplari: il Dipartimento di Scienze di Siena studia gli effetti dell’antropizzazione sui mammiferi

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ROSGNANO. Un gruppo composto da una decina di delfini è stato avvistato ad un miglio di distanza nel mare a nord di Castiglioncello, tra Campolecciano e Chioma. Due madri, quattro piccoli e altri soggetti adulti, che hanno nuotato accanto alle barche a vela sopra le quali si trovavano i responsabili del Dipartimento Scienze ambientali dell’Università di Siena presente a Castiglioncello per il corso di formazione “Go – Green mare” che si è tenuto nei giorni scorsi a Villa Celestina.

«Una giornata emozionante – ha detto la dottoressa Letizia Marsili che assieme alla dottoressa Maria Cristina Fossi ha coordinato le attività del corso di formazione al quale hanno partecipato anche gli studenti – perché siamo riusciti anche ad avvicinare tursiopi e a prelevare alcuni campioni sottocutanei. Campioni che saranno analizzati e che potranno indicarci la presenza o meno di contaminanti ambientali in mare e di valutarne gli effetti». E’ terminato con gran successo, quindi, il corso di formazione di due giorni che si è tenuto a villa Celestina; un corso suddiviso in due giornate, la prima teorica dove si è parlato dell’ambiente marino del Mediterraneo e in particolare del Santuario dei Cetacei, la seconda pratica, con l’uscita in mare a bordo di due barche a vela.

Un corso reso possibile grazie al fatto che il comune di Rosignano, assieme a quello di San Vincenzo, è entrato a far parte del “Santuario dei cetacei”, cioè tutta quell'area marina dell'Alto Tirreno eletta a protezione di questi animali. «Viste le condizioni meteorologiche – racconta la dottoressa Marsili – non pensavamo proprio di riuscire ad avvistare niente invece, a un certo punto, navigando sotto costa abbiamo avvistato un gruppo di Tursiopi». Ossia il delfino per antonomasia, quello che si trova all’interno dei delfinari per la sua grande abilità nel compiere acrobazie e perché è uno dei pochi animali della specie che sopporta di vivere in cattività.

Nel gruppo anche due femmine e quattro piccoli che stavano giocando “e mentre gli altri soggetti si sono avvicinati all’imbarcazione ed è quindi stato possibile eseguire campionamenti, le madri – continua Marsili – si son ben guardate di avvicinarsi a noi ed hanno tenuto i piccoli alla lontana dall’imbarcazione”.

Uno spiccato istinto di protezione materna tipico di tutti i mammiferi che non ha mancato di stupire e intenerire tutti quelli che si trovavano sulle due barche messe a disposizione dallo Yacht club Cala de’ Medici e dalla Marina cala de’ Medici.

«Abbiamo avuto una gran fortuna perché proprio il tursiope che, a differenza della stenella è molto diffidente, è l’obiettivo dello studio». Il tursiope vive sotto costa e lo studio portato avanti dall’Università di Siena, è rivolto a capire quanto questa specie sia sotto pressione per gli effetti derivati dall’antropizzazione della costa e dell’ambiente marino. Lo studio prevede il monitoraggio, l’avvistamento, la conta, la foto identificazione per il suo riconoscimento, il comportamento tenuto da questi animali in vari momenti (mentre mangiano, mentre stanno giocando o navigando..) ed infine, se nel branco vi sono i piccoli, quali relazioni si instaurano tra questi e gli adulti, e come vengano loro trasmessi alcuni comportamenti (ad esempio, come i piccoli imparano a nuotare..).

Infine “viene svolto un monitoraggio eco tossicologico – spiega la dottoressa Marsili - ossia una raccolta non distruttiva di materiale biologico prelevato da animali liberi”.In pratica l’animale è fermato quando si trova a prua dell’imbarcazione; qui, gli viene prelevato un campione. Una sorta di biopsia non dannosa per il delfino che permetterà di valutare i contaminanti presenti all’interno del grasso corporeo dell’animale.

Ma al di là degli scopi scientifici e dei possibili sbocchi per un turismo sempre più legato agli aspetti ambientali, turismo sul quale punta l’assessore Luca Agostini che era presente durante gli avvistamenti, nulla ripaga più del fatto di vedere la danza di questi meravigliosi cetacei che con i suoi volteggi popolano il nostro mare, la nostra costa.

Alessandra Bernardeschi

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