Sicurezza
Regolamento urbanistico Altolà di Legambiente
Zampini: «Case disabitate, rischio idraulico e sismico. Basta aumento dei volumi Il futuro dell’edilizia è la riqualificazione energetica e la messa in sicurezza»
CASTAGNETO. Ripensare le modifiche al regolamento urbanistico di Castagneto. É quanto chiede Vanni Zampini di Legambiente alla giunta che sta per modificare il regolamento approvato da poco. Modifiche che, dice Zampini, verrebbero giustificate «con la necessità di una semplificazione burocratica e l'esigenza di un adeguamento normativo. In realtà l'elemento cardine di tale revisione è la possibilità di aumentare i volumi del costruito per previsioni urbanistiche già approvate che però non partono per la forte crisi nel settore. Fortunatamente oggi non sono solo le associazioni ambientaliste a criticare questa cecità ma anche le associazioni di settore, come del resto confermato dal recente accordo stipulato da Legambiente e Cgil Filea, dove entrambe le realtà sostenute anche dal mondo imprenditoriale convergono sul fatto che il futuro del settore edile dovrà puntare sulla riqualificazione energetica degli edifici e sulla messa in sicurezza».
«Analizzando il territorio - prosegue Zampini - non possiamo prendere atto di centinaia di appartamenti che risultano vuoti per 10 mesi l'anno, dove il rischio idrogeologico e sismico dopo i recenti avvenimenti deve avere la priorità anche per zone ritenute sicure (vedi Emilia), dove molti edifici scolastici non possiedono la certificazione di agibilità e prevenzione incendi, dove il 70% patrimonio edilizio esistente risulta vecchio e costruito male, case dove fa freddo d'inverno e caldo d'estate, malgrado la spesa energetica sia cresciuta del 52% negli ultimi anni. Uscire da questa impasse è possibile a patto però che lo sguardo si rivolga al futuro come prevede l'accordo fra le due associazioni, rendendo più vivibili le città, ammodernando l'edilizia esistente usufruendo delle nuove tecnologie per migliorare la qualità della vita e la sicurezza delle persone che ci abitano e ci lavorano, diminuendo le spese di gestione delle case. Possiamo rendere piu belli e funzionali i quartieri recuperando l'esistente, creando così nuovi posti di lavoro duraturi e qualificati. Con questo accordo si prevedono di creare 600.000 nuovi posti di lavoro a livello nazionale».
Di qui la richiesta alla giunta di «ripensare le modifiche e indirizzarle su scelte che mettano al centro la qualità del settore, l'unica strada possibile per il futuro».
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