Il dolore
«Questa società non ha un futuro»
Affidata al presidente Sardi la difficile ricostruzione del Rosignano calcio
ROSIGNANO. Così, sta per nascere un nuovo gruppo nel Rosignano calcio, la cui composizione dovrà uscire dal cilindro del presidente. Ciò, dopo che il consiglio ha rimesso le deleghe nelle mani di Enzo Sardi. Sintomatiche le parole del dirigente di lungo corso Luciano Fiaschi, pronunciate al cospetto di soci e sportivi nella recente assemblea accolta nella sala riunioni di piazza del Mercato: «Io non vedo un futuro per questa società, perché non so come si possa andare avanti. Ti dai da fare, chiedi, chiedi e non arriva nulla. Abbiamo provato, ma non ci siamo riusciti. Penso sia bene trovare qualcun altro. Siamo stati chiamati a far fronte ai nostri impegni con la banca; quando vado a letto voglio anche dormire».
Secondo Sardi c'è una separazione, una discrasia, fra il mondo del Rosignano calcio e il territorio. E lo prova anche il fatto che al derby interno con il Tuttocuoio abbiano assistito una ventina di persone del luogo, mentre in una finale di Amatori in un paese vicino si dice ci siano state quasi duemila persone, per lo più di Rosignano. E ancora: «I soci iscritti sono attualmente 28; fra questi il consiglio direttivo, lo staff tecnico. E' la testimonianza di quello che dicevo prima. Negli anni scorsi si parlava di 320 soci; ma non dimentichiamo che ai genitori che iscrivevano il figlio al settore giovanile veniva data la tessera». Per il presidente occorre che si riscopra interesse verso il mondo del calcio, perché «se la storia della realtà calcistica non è legata al territorio non ha senso tenere in piedi questa situazione». Che «è difficile; nell'ultima riunione del direttivo abbiamo valutato la terza delle altrettante proposte di sponsorizzazione arrivate, dopodiché il consiglio ha deciso di fare un passo indietro e rimettere le deleghe al presidente per ricostituire l'organismo e riportarlo a ratifica alla prossima assemblea. Sponsorizzazioni che dimostravano di voler essere una vetrina per lanciare le proprie aspettative, non quelle del Gs Rosignano. Oppure: si viene a Rosignano, si portano i soldi, ma tutti fuori, si gestisce noi la situazione. Ebbene, non si possono consegnare le chiavi così a chi viene da fuori. Ha un senso risollevare una realtà con le risorse del territorio; se non c'è partecipazione, dovremo riscrivere il progetto».
Il coordinatore dell'Uisp Mario Nocchi ha accolto con favore la decisione che Sardi rimanga alla guida del club di via della Repubblica e ha auspicato che sappia trovare persone grazie anche alle quali la situazione diventi accettabile e in grado di rilanciare la società. (f.c.)
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