Il Tirreno

Rosignano calcio, il consiglio si dimette

di Fabrizio Cavallini
Rosignano calcio, il consiglio si dimette

Il presidente Sardi dovrà trovare nuovi soggetti per gestire la società che ha un deficit di 35mila euro

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ROSIGNANO. Per il Rosignano calcio le sorti dell’annata sportiva 2012-’13 sembrano legate alle gesta dei baby biancoblù che domenica scorsa allo stadio “Marcello Melani” hanno strappato gli applausi del pubblico presente sugli spalti, quasi tutto di marca pistoiese. A meno che, da qui ai primi di dicembre in concomitanza con la riapertura del calciomercato, si riesca a reperire i fondi necessari per effettuare qualche innesto capace di dotare la giovanissima formazione di Walter Cardinali di un pizzico d’esperienza.

Un lavoro che con gli altri il presidente Sardi effettuerà affiancato da un consiglio diverso, visto che gli attuali membri hanno deciso di rimettere le deleghe per ricostituire un nuovo organismo e portarlo a ratifica alla prossima assemblea. Allo stesso Sardi il compito di trovare i consiglieri per il secondo corso.

L’assemblea dei soci e degli sportivi accolta lunedì sera nella sala riunioni di piazza del Mercato, a Rosignano Solvay, non ha sortito svolte clamorose. Anzi, com’era del resto presumibile, ha sancito lo status quo. Quindi il perdurare di una condizione economica difficile dovuta, come ha rilevato Enzo Sardi, agli alti costi della prima squadra. Anzi, con l’esodo dei cosiddetti senatori, aggravatasi dal punto di vista tecnico e legata, come accennavamo, ai miracoli che potranno fare i calciatori in erba.

Il presidente era stato chiamato nell’occasione a sviscerare lo stato attuale del sodalizio e non si è tirato indietro, fornendo un esame lucido e circostanziato sulle pendenze, le potenzialità, i dubbi, gli auspici che interessano quello che è per importanza il secondo club calcistico della provincia.

Così è partito da lontano parlando della conferma di Raffaele Pinzani il quale aveva costruito un organico a budget ridottissimo, visto che molti direttori sportivi appartenenti a società di Eccellenza ma anche di Promozione ne avevano a disposizione uno superiore. Fissato in un primo momento a 150mila euro. Con sei calciatori che ne prendevano 10.500 al mese. Eppoi tagliato fino a quota 120mila. La rosa corta aveva quindi reso necessario attingere alla juniores. «Dopo cinque risultati negativi abbiamo deciso di licenziare lo staff tecnico, perché ci eravamo resi conto di aver fatto un errore. Pinzani è una brava persona e un bravo tecnico, però caratterialmente ha costruito una formazione a sua immagine e somiglianza, contravvenendo al senso del progetto. Gli avevamo messo davanti ragazzi del territorio equivalenti a quelli che aveva nel mirino, ma non li ha presi. Abbiamo visto che la situazione si stava sfilacciando, aggravandosi quando si è sentito il puzzo delle difficoltà economiche». Da qui il riferimento ai “fuggitivi” («Non si può pensare di campare la famiglia giocando a calcio; chi in animo ha questo, deve andare nei professionisti») e in particolare a Scalzo: «A fine carriera com’era, ci aveva confidato, gli sarebbe piaciuto concluderla a Rosignano, per poi proseguire dando una mano il prossimo anno al settore giovanile; così l’abbiamo preso, anche se non ce n’era proprio bisogno. Quando poi ha cominciato a fare le sue rimostranze gli abbiamo fatto notare che era in più e c’era bisogno di gente giovane, soprattutto nello spogliatoio, per cui gli abbiamo detto di fare le valigie».

Alessandro Lami nel corso della riunione ha proposto al presidente di affidarsi ad un commercialista esperto nella gestione di società sportive per stilare un quadro contabile all’insegna della massima trasparenza, così da indurre potenziali sponsor - titubanti perché non sanno dove vanno a cascare - ad entrare per dare una mano. Quanto al deficit, Sardi ha reso noto che a fine ottobre ammontava a 35mila euro; in più, il debito pregresso. Ma Renato Bartoletti ha fatto presente che si deve pensare pure al problema delle fidejussioni bancarie sottoscritte da attuali ed ex consiglieri. Da Mario Nocchi e Massimo Garzelli, l’invito a Sardi a non demordere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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