Il Tirreno

TENUTA DI BISERNO

Una cantina d’autore l’ultima opera della grande Aulenti

Una cantina d’autore l’ultima opera della grande Aulenti

E mentre a Bargino, nel cuore del Chianti, il fratello Piero Antinori ha appena inaugurato la super cantina futuristica contenuta nel “Colle del vino”, il fratello Lodovico, nella “Bordeaux maremmana" non sta a guardare

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BIBBONA. E mentre a Bargino, nel cuore del Chianti, il fratello Piero Antinori ha appena inaugurato la super cantina futuristica contenuta nel “Colle del vino”, il fratello Lodovico, nella “Bordeaux maremmana” non sta a guardare. La nuova impresa dei due fratelli, tra i più longevi in fatto di vino, è Tenuta di Biserno, l’azienda che conducono in società con Umberto Mannoni, dopo la vendita di Ornellaia. Qui, qualche anno fa, fu proprio Gae Aulenti, la regina del design e dell’architettura, appena scomparsa, a firmare un progetto che fece parlare la stampa internazionale. Un’altra cantina d’autore dopo Petra a Suvereto di Mario Botta, Rocca di Frassinello a Gavorrano di Renzo Piano, Ca’ Marcanda di Angelo Gaia disegnata da Giovanni Bo e Campo al Mare, proprietà Folonari, firmata da Icoh Ming Pei. La Aulenti aveva accettato la sfida: «Tutti i più grandi architetti hanno disegnato cantine – aveva detto – e voglio provarci anch’io. Mi piace cambiare sempre, studiare nuove soluzioni, mi trasmette vitalità». Voleva una cantina “disegnata”, realizzata sottoterra, appena percepibile e nel rispetto ambientale. Oggi avrà un valore immenso, al momento in cui sarà conclusa, perché lei non c’è più. Sarà forse l’ultima opera firmata dal noto architetto. Un progetto che è stato sospeso per anni, in attesa dei fondi europei. Già il prossimo anno dovrebbe partire il cantiere, con gli aggiornamenti del caso e le tecnologie riviste, perché sono passati quasi otto anni dalla prima presentazione.

«Credo che riusciremo a concludere il processo in un paio di anni – dice Lodovico Antinori – Sarà un po’ riadattato. Il disegno esterno resterà invariato mentre all’interno ci saranno cambiamenti che saranno seguiti dallo studio della Aulenti. Assicuro che il progetto resterà fedele all’originale al 95%». Ricordiamo che la cantina si estendeva per 7000 mq di superficie divisa in due piani completamente sotto terra. Già nel 2005, quando fu presentata al pubblico, l’architetto era indeciso sul materiale da utilizzare per la parte che approda in superficie, il muretto esterno. Avrà vinto la pietra rossa indiana o il cotto toscano? Chi vivrà vedrà, quello che è certo è che nel suo complesso si tratta di un investimento da oltre 10 milioni.

Divina Vitale

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