Il Tirreno

Riscaldamenti spenti protesta al liceo Fermi

Riscaldamenti spenti protesta al liceo Fermi

Sit-in degli studenti in cortile. La preside: «Guasto dell’impianto, ho contattato la Provincia che è già intervenuta. Entro pochi giorni dovrebbe essere riparato»

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CECINA. I riscaldamenti ancora non funzionavano e gli studenti dopo le prime tre ore di lezione hanno deciso di protestare. I rappresentanti di istituto li hanno radunati classe per classe e poi si sono diretti nel cortile antistante la scuola. Un sit-in in piena regola quello organizzato ieri mattina dai ragazzi del liceo Fermi, che per l'intervallo si sono riversati all’esterno, chiedendo che la preside Maria Grazia Rocchi intervenisse al più presto per risolvere il problema.

Come spiega Rocchi, l'avvio degli impianti di riscaldamento era previsto proprio per lunedì 19 novembre. Ma una volta entrati nelle aule gli studenti si sono resi conto che i termosifoni erano spenti. Tra i ragazzi, che per resistere al freddo si sono coperti con cappotti e sciarpe, è cominciato ad aumentare il malcontento. Così è stato deciso di avviare la protesta. All'ora dell'intervallo le centinaia di studenti sono usciti in cortile, si sono messi seduti in terra e hanno chiesto alla preside di essere ascoltati. «Le Province hanno tagliato i fondi per i riscaldamenti nelle scuole - hanno detto i ragazzi - e da noi i termosifoni sono ancora spenti. Non è possibile stare in aula cinque ore con i giacconi». I ragazzi hanno chiesto che la preside, davanti a loro, prendesse contatti con la Provincia per chiedere l'attivazione immediata dell'impianto di riscaldamento. Terminata la protesta le centinaia di ragazzi sono tornati in classe, intorno a mezzogiorno.

«L'accensione dei riscaldamenti - spiega la preside - era prevista per oggi (lunedì 21 novembre, ndr), ma nella sede di via Ambrogi i termosifoni non funzionavano. Davanti agli occhi degli studenti ho contattato i tecnici della Provincia che sono venuti subito a verificare». E emerso che si è trattato di un guasto all'impianto: le vasche della caldaia si sono allagate quindi potrebbe essersi rotta una tubazione. «I lavori partiranno al più presto - conclude la preside -, l’ho spiegato ai ragazzi: devono essere svuotate le vasche dall’acqua in eccesso e poi i tecnici dovranno riparare le tubazioni rotte. Speriamo che nell’arco di pochi giorni tutto sia risolto, in modo che i riscaldamenti possano essere avviati». Gli studenti, visto l’interessamento della preside, hanno deciso di rientrare a scuola, in attesa che l’impianto riparta».

(a.c.)

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