Il dolore
«La Calamai? É come Schettino»
Don Reno contro la dg dell’Asl: «Naviga a vista». Polemiche e sfoghi “di pancia”, ma poi tutti contro Marroni
CECINA. La Bassa Val di Cecina aspettava da 391 giorni un confronto con i vertici dell’Asl 6 dopo la manifestazione del 22 ottobre 2011, quando 4mila persone scesero in piazza, spinte da un movimento civico, cui si accodarono i sindaci, cartelli in mano, per chiedere conto sulla riorganizzazione dell’ospedale. Il primo faccia a faccia tra i cittadini e la direttrice dell’Asl, Monica Calamai, c’è stato venerdì sera. Anche se Calamai è tornata a Cecina spesso, tre volte solo nell’ultimo mese in altrettante commissioni consiliari aperte al pubblico.
L’incontro promosso ieri sera dal comitato pro ospedale è avvenuto a una manciata di ore da un’altra manifestazione: quella dei 7mila elbani scesi in piazza in difesa del presidio isolano. L’incontro, moderato dal giornalista del Tirreno Antonio Valentini, è stato acceso. A tratti teso. Molti gli interventi, qualche domanda diretta ma soprattutto tanti sfoghi “di pancia”. Del resto proprio dalla pancia è nato il comitato “Pro ospedale”.
Lo smacco regionale. C’erano tutti, mancava però l’assessore regionale alla Sanità Luigi Marroni, che aveva avvisato il comitato mercoledì scorso di non poter partecipare "per impegni istituzionali legati all’alluvione" di Grosseto. E per questo non gli sono state risparmiate critiche aspre. Marroni comunque ha confermato la sua presenza all’Elba per venerdì prossimo e sarebbe venuto anche a Cecina. Ma il comitato non ha voluto rinviare l’incontro. Alla Calamai, invece, dopo gli attacchi all’arma bianca iniziali per i quali la dg ha minacciato di andarsene, la platea ha riconosciuto di averci messo la faccia.
L’incontro. L’auditorium di via Verdi era pieno: tutti i sindaci (tranne Bibbona), assessori, consiglieri comunali, politici, sindacalisti, medici, infermieri , cittadini. Il dibattito è iniziato poco dopo le 21 ed è andato avanti fino alla mezzanotte. Ma non sarebbero bastate altre 5-6 ore per esaurire la curiosità dei presenti. E soprattutto la voglia di sfogarsi.
"Si naviga a vista". La Calamai come Schettino. È stato il leit motiv che ha aperto e chiuso la serata. Don Reno Pisaneschi ha paragonato la manager al comandante. «Si naviga a vista – ha detto il prete - non c’è programmazione: il Pal manca da 10 anni, come manca il Piano sanitario regionale. L’intensità di cure ha portato solo tagli e disagi». Don Reno ha spiegato anche come le Società della Salute abbiano fallito e, con uno sguardo al domani, ha chiesto all’Asl un’apertura verso l’Alta Val di Cecina.
"Tutta la verità". Come se fosse davanti ad un giudice, la direttrice ha promesso di parlare in tutta onestà. «Il Pal non è disponibile – ha detto Calamai – perché manca il Piano sanitario regionale. Verrà approvato entro la fine dell’anno, al massimo all’inizio del 2013. A quel punto l’Asl stenderà il suo Pal». Sulla Sds la direttrice ha spiegato, pungolata da Alessandro Tinti, che «non ha determinato spese aggiuntive per l’azienda». Si è, poi, impegnata a fornire i bilanci della Sds. I consiglieri di opposizione di Cecina né i cittadini sono mai riusciti a visionarli.
Le contestazioni. In almeno due occasioni, la direttrice ha minacciato la fuga. La prima volta quando, in risposta sugli stipendi d’oro dei dirigenti, ha spiegato che «sono fermi da anni e che vengono determinati dal contratto nazionale di lavoro». A quel punto la platea si è scaldata. La Calamai ha precisato che oggi gli stipendi rappresentano meno del 50% della spesa annuale dell’Asl.
Altra contestazione ai relatori da Pietro Campanelli, responsabile di Italia Futura; ha chiesto urlando di far terminare l’intervento di una cittadina, Lucia Geri, che aveva sforato sui tempi. Campanelli è stato invitato a uscire accompagnato fuori dall’auditorium dai carabinieri. Polemica anche da parte di Massimo Ferrucci del Fials che è uscito protestando, perché voleva fare un intervento sulla politica dell’Asl. E i tempi erano già sforati.
Chirurgia e ortopedia. Lucia Geri ha chiesto lumi sul ridimensionamento della chirurgia e sul taglio al personale in ortopedia. Per la Calamai hanno replicato due medici. Il dottor Giuseppe Meucci (chirurgia) che ha spiegato che nel reparto, sebbene lui non sia sempre presente, il livello degli interventi non è diminuito. Poi, il dottor Paolo Gabellieri, primario di ortopedia, ha confermato che in ospedale ci sono due specialisti in meno per il blocco del turnover «ma le prestazioni erogate, come illustrano i numeri non hanno subìto decrementi».
Bambini disabili. «Ci sono 3 professionisti per 170 bambini disabili. Spesso le terapie vengono interrotte», è la denuncia della maestra Mariangela Basile. La direttrice ha risposto che a dicembre verrà assunta una nuova logopedista.
Punto nascite. Gasperini di Cecina Insieme ha chiesto lumi sulla maternità visto che il governo intenderebbe tagliare dal 2014 i punti nascita sotto i mille bambini. «Non c’è nessuna intenzione di ridimensionare – ha detto la direttrice – anzi quest’anno a Cecina si supererà quota 800. I mille sono vicini».
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