Sicurezza
Sale operatorie chiuse per far smaltire le ferie
Da dicembre a metà gennaio in ospedale si faranno solo le urgenze Tagli alle spese: saranno rinviati alcuni interventi di chirurgia programmata
CECINA. Da dicembre a metà gennaio si fermano le sale operatorie dell’ospedale per gli interventi programmati. Chi è in lista per una protesi, ad esempio, dovrà rimandare di almeno un mese e mezzo per andare sotto ai ferri. Resta,invece, in vigore tutta l’attività di chirurgica d’emergenza. Lo stop alle sale operatorie a dicembre non è una novità nell’azienda sanitaria, lo sanno i medici come i sindacalisti. Ma se fino all’anno scorso gli interventi venivano bloccati sotto le feste di Natale per consentire ai professionisti di smaltire le ferie e per i fisiologici cali di prenotazione, da quest’anno l’Asl 6 ha deciso di allungare il periodo di serrata. Nella decisione ha avuto un ruolo importante la spendig review.
Del resto, come già spiegato dalla direttrice generale Monica Calamai, proprio a Cecina, nel corso della quarta commissione consiliare, "nell’azienda ci sono ancora ampi margini per lavorare sull’appropriatezza di alcuni servizi". Insomma, si può fare ancora molto per risparmiare, anche perché ogni intervento costa diverse migliaia di euro. L’Asl livornese non è l’unica azienda della Regione che ha deciso di fermare l’attività chirurgica programmata per più di un mese. A Pisa sono stati deliberati due mesi, a Viareggio è stata sospesa l’attività ortopedica programmata fino all’anno prossimo mentre a Firenze sono stati annunciati tagli al comparto chirurgico. Il volume degli interventi programmati a Cecina viaggia su numeri importanti. Solo nel corso del 2011 si sono registrati 1.522 ricoveri per operazioni fissate da tempo. In pratica, più di quattro ricoveri al giorno (a Livorno sono stati 4.817, a Piombino 1.658 e a Portoferraio 325). Tra i reparti di via Montanara si parla anche di date: le sale operatorie dovrebbero essere chiuse (salvo emergenze) dal 3 dicembre al 16 gennaio. A Livorno la partita è ancora aperta, dal momento che l’azienda vorrebbe garantire il servizio almeno nel capoluogo. Probabile, quindi, che la chiusura sarà più corta. Se ne discuterà nei prossimi giorni. Lo stop prolungato alle operazioni in agenda ha mobilitato i gruppi in consiglio regionale. Gian Luca Lazzeri di Più Toscana, e membro della quarta commissione sulla sanità, ha presentato un’interrogazione all’assessore Luigi Marroni.
«Alcune Aziende Sanitarie Locali taglieranno sulla chirurgia programmata per chiudere i propri bilanci col segno positivo – scrive Lazzeri - mi chiedo se anche la scure dell’Asl 6 di Livorno, che nel 2011 ha affrontato 8.376 interventi in agenda, andrà a colpire questo tipo di chirurgia non d’urgenza. Il risultato? Sì risparmio, ma anche un sensibile allungamento delle liste d’attesa e, quindi, del malessere dei cittadini che si rivolgono alla sanità pubblica soprattutto perché non si possono permettere di andare da quella privata».
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