Sicurezza
Via i vecchi sussidiari, ecco come insegnare agli alunni
ROSIGNANO. Via i vecchi sussidiari. I saperi scientifici si trasmettono in modo significativo attraverso la didattica laboratoriale, da non confondere con il semplice seppur utile uso del laboratorio,...
ROSIGNANO. Via i vecchi sussidiari. I saperi scientifici si trasmettono in modo significativo attraverso la didattica laboratoriale, da non confondere con il semplice seppur utile uso del laboratorio, ma che significa procedere in modo tale che tutti gli studenti siano attivi nella costruzione della conoscenza. Su queste basi si è fondato l’incontro di formazione tenuto martedì pomeriggio dal professor Carlo Fiorentini, membro del Comitato scientifico della Regione Toscana nonché del Cidi (Centro Iniziativa Insegnanti Democratici), organizzato dal primo Circolo Didattico di Rosignano Solvay.
Introdotto dalla dottoressa Tania Pascucci, dirigente del primo Circolo, Fiorentini ha ricordato quali siano gli aspetti fondamentali dei Laboratori del Sapere scientifico, progetto promosso dalla Regione Toscana al quale il primo circolo, attraverso un bando di concorso, ha aderito da tre anni. Il progetto punta a migliorare la qualità dell’insegnamento scientifico nella scuola per il successo formativo degli alunni attraverso la costituzione di un gruppo permanente di ricerca e sviluppo per una didattica innovativa. I risultati conseguiti nell’insegnamento scientifico sono deludenti perché ancora oggi, nelle scuole, prevale un insegnamento nozionistico e manualistico. La priorità sembra ancora oggi essere la “trasmissione dei contenuti – ha detto Fiorentini – anziché puntare su un processo di costruzione della conoscenza; ormai da molto tempo viene prospettata la necessità di un approccio totalmente diverso, basato sull’assunto che sia necessario insegnare alcune cose bene e a fondo e non molte cose male e superficialmente”. Un buon curriculo scolastico in ambito scientifico è quello che “effettuare scelte precise, seleziona gli argomenti e propone agli alunni temi da esplorare e approfondire in una logica di curricolo verticale; inoltre - ha continuato Fiorentini – per essere rilevanti i saperi, oltre che essenziali, devono essere adeguati alle strutture cognitive e motivazionali degli studenti: la conoscenza è un processo di costruzione lento e graduale”. L’insegnamento delle scienze è possibile, secondo Fiorentini, solo attraverso la didattica laboratoriale “un metodo di lavoro non improvvisato che miri a interessare e coinvolgere gli studenti”.
La didattica laboratoriale passa attraverso 5 fasi: l’osservazione, la verbalizzazione scritta individuale, la discussione collettiva, l’affinamento della concettualizzazione e, infine, la produzione condivisa. Solo così gli studenti potranno essere attivi nel costruire le proprie conoscenze.
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