La protesta
Passeggiata inagibile fino al 31 dicembre
Lavori di adeguamento: ma intanto le mareggiate hanno di nuovo danneggiato pavimentazione e sedute, ko una diga
ROSIGNANO. Interdetta al pubblico fino al 31 dicembre metà della passeggiata a mare di Rosignano Solvay:
Il lungomare è infatti interessato ai lavori di riqualificazione; in questi giorni gli interventi sono mirati alla costruzione di una nuova pavimentazione. L’attuale è stata completamente divelta. Visti i lavori attesi da anni, i cittadini potrebbero brindare se non fosse che, mentre da un lato gli operai stanno intervenendo per rifare a nuovo la passeggiata, dall’altra parte il lungomare è fortemente danneggiato. Sono trascorsi più di dieci giorni dall’ultima violenta mareggiata, ma niente o poco è stato ripulito o sostituito.
Una mareggiata che ha lasciato i segni a Rosignano Solvay come a Caletta dove alcuni operatori sono ancora a lavoro per ripulire i fondi che si affacciano sulla baia. Rosignano Solvay: le onde si sono portate via buona parte delle sedute lungo il muro che delimita la passeggiata. Interi blocchi di cemento che si sono come scollati dal muro e sono stati trascinati sulla spiaggia. Via anche alcune sedute in legno messe lì proprio durante gli interventi di riqualificazione. Ma, cosa ancora più grave almeno per il futuro dell’arenile, le onde hanno buttato giù due tratti della vecchia diga in cemento armato costruita più di 50 anni fa proprio per proteggere una parte di spiaggia. Una diga che se non riparata a tempo, permetterà alle onde di una prossima mareggiata di raggiungere velocemente il lungomare e provocare altri danni. Per altro, sul lato nord dell’arenile, quello più vicino al porto, non è rimasto un solo granello di rena.
Proseguendo verso i bagni Trieste, sassi e rena un po’ ovunque (anche sulle due piazzette recentemente inaugurate), la passeggiata viene interrotta da una rete metallica che indica i lavori in corso. Lavori che stanno andando avanti per riqualificare il lungomare.
Castiglioncello: anche qui la pavimentazione è ancora ricoperta da mucchi di rena che invadono il lungomare di Caletta. Le onde hanno sfondato alcune cabine degli stabilimenti balneari, hanno infranto e trascinato via le già poche sedute rimaste posizionate sopra le scale (l’anfiteatro), a pochi metri dalla spiaggia.
L’acqua del fosso adiacente ai bagni Tirreno, scesa copiosa durante i recenti acquazzoni, ha trascinato a valle di tutto un po’. Più avanti, sedute rotte dalle onde e, soprattutto, la diga frangiflutti , costruita 50 anni fa, quasi del tutto franata sul fondale marino. Una diga che non protegge più la costa e che fa preoccupare, non poco, gli operatori le cui attività si affacciano sulla baia.
Vada: non è migliore la situazione a Vada; le mareggiate hanno distrutto ancora una volta il Punto Azzurro gestito dalla Pro Loco e, stavolta, l’acqua ha valicato la duna raggiungendo il terreno della zona forestale. Danni anche agli stabilimenti balneari di marina di Vada (Barcaccina) e ad alcuni di quelli situati alla Mazzanta.
Il fenomeno erosivo unito alle mareggiate hanno colpito duro portando via sabbia e permettendo al mare di entrare ancora più verso il paese.
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