Il Tirreno

«Non voglio guerre tra associazioni»

di Anna Cecchini
«Non voglio guerre tra associazioni»

Assemblea pubblica nella nuova sede di Castelnuovo, il sindaco fa da paciere: «Deve aprirsi un percorso comune»

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CASTELNUOVO. «Alla luce delle difficoltà attuali per reperire risorse anche nel settore di emergenza e sociale è bene che il mondo del volontariato non sia diviso». Il sindaco Alessandro Franchi butta acqua sul fuoco sui possibili attriti tra Misericordia e Pubblica assistenza in quel di Castelnuovo. E prova a fare da paciere tra le due società di volontariato. Rimanendo però fermo su un punto: la decisione di allontanare Luca Simoncini, l’assessore in quota Idv “reo” di aver concesso alla Misericordia di Gabbro una sede distaccata a Castelnuovo senza aver prima concordato la mossa con i colleghi amministratori.

All’assemblea pubblica indetta mercoledì sera dalla Misericordia nella nuova sede di Castelnuovo c’erano Andrea Filippi, governatore della sede del Gabbro, ma anche i vertici provinciali della Confraternita, e ancora Nicola Di Paco, presidente della Pubblica assistenza di Rosignano e il sindaco Franchi, invitato per fare chiarezza sulla vicenda.

«A me interessa che tutte le associazioni - spiega il primo cittadino - abbiano la consapevolezza che il Comune non parteggia né per gli uni né per gli altri. Ho offerto la mia disponibilità perché Misericordia e Pubblica assistenza possano trovare forme di collaborazione e integrazione, anche alla luce di risorse che stanno divenendo sempre più scarse».

Il sindaco, vista anche la presenza di Simoncini e le richieste di alcuni presenti per avere ulteriori spiegazioni sul suo allontanamento da Palazzo civico, ha ribadito con forza la sua posizione. «È stata sbagliata la modalità - spiega - con cui si è concesso lo spazio alla Misericordia. È un comportamento che non avrei potuto tenere neppure io come sindaco, se si decide di concedere uno spazio prima bisogna condividere questa idea con la giunta e con l’ufficio che assegna formalmente la stanza». Insomma il primo cittadino mantiene il punto a livello politico, ma ha voluto ricucire con la Misericordia, spiegando che «il problema non è stato il centro civico concesso all’associazione, ma il comportamento adottato da un mio collaboratore. È passato il messaggio che il Comune era contrario alla Misericordia, ma non è assolutamente così, altrimenti sarei intervenuto muovendomi contro l’assegnazione del locale». In mezzo a una platea di una cinquantina di persone, l’ex assessore Simoncini non ha potuto fare a meno di intervenire. «Rifarei tutto - dice -, mentre il sindaco continua a dimostrare che è di parte. Non si può dire che il problema è con l’assessore e poi non andare a tagliare il nastro. Dovrebbe dire cosa realmente ha detto in giunta, ossia di non andare all’inaugurazione della Misericordia».

L’appello di Franchi alle due associazioni a ritrovare una collaborazione sembra trovare un terreno fertile. «Penso che sia stata un’assemblea costruttiva - dice Andrea Filippi, magistrato della Confraternita-. Ognuno è rimasto del suo punto di vista, ma c’è stata apertura al dialogo. Speriamo che alle buone parole seguano fatti, visti gli impegni presi da tutti. Il sindaco ci ha promesso che ci riunirà attorno a un tavolo. Noi abbiamo convocato assemblea per chiarire una volta per tutte la posizione della Misericordia, è stata positiva perché Franchi si è fatto garante per riappacificare la situazione, positiva è stata la presenza Pubblica assistenza». Dal canto suo anche Nicola Di Paco, presidente della Pubblica assistenza, sottolinea la disponibilità a collaborare con i “colleghi” della Misericordia, soprattutto in un momento in cui il reperimento di fondi destinati al volontariato è sempre più difficile.

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