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Ospedale e futuro: interviene Calamai Marroni dà forfait

Ospedale e futuro: interviene Calamai Marroni dà forfait

CECINA. «Ai nostri interlocutori chiederemo soprattutto una cosa: cosa ne sarà del nostro ospedale?» E' una domanda che il comitato cittadino si pone da tempo, dal momento della sua costituzione,...

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CECINA. «Ai nostri interlocutori chiederemo soprattutto una cosa: cosa ne sarà del nostro ospedale?» E' una domanda che il comitato cittadino si pone da tempo, dal momento della sua costituzione, quando l’azienda sanitaria decise di rivedere l’organizzazione dei vecchi reparti. Non è bastata una forte azione politica legata alle tante perplessità sul nuovo modello, non è bastata una manifestazione popolare per le strade della città, non sono bastate le rassicurazioni di sindaci e politici sulla tenuta dei servizi. «Il problema è - spiega Alessandro Tinti, coordinatore del movimento - dopo due anni dall'avvio della riorganizzazione per intensità di cura non sappiamo ancora cosa ne sarà del nostro ospedale».

Quello di stasera alle ore 21 all'auditorium di via Verdi è un'occasione importante per provare a trovare risposte ad una serie di interrogativi. All'appuntamento organizzato dal comitato Pro Ospedale avrebbe dovuto intervenire anche l’assessore regionale alla Salute Luigi Marroni. Ieri in serata, tuttavia, in un comunicato l’assessore ha spiegato che non potrà partecipare all’appuntamento a causa degli impegni della giunta per le zone alluvionate. Un forfait che spiazza il comitato che ha comunque deciso di svolgere lo stesso l’incontro a cui sarà presente comunque il direttore generale dell'Asl 6 Monica Calamai (la cui presenza resta comunque ancora incerta fino alla fine). Sono stati invitati anche i sindaci della Bassa Val di Cecina e le associazioni sindacali. Il giornalista del Tirreno Antonio Valentini sarà il moderatore.

Tante le questioni sul tavolo: dalla riorganizzazione della cardiologia, al rischio tagli per la chirurgia e l’ortopedia, ai problemi annosi delle liste d’attesa che restano altissime. Scrive, a proposito, don Reno: «Basti pensare che per un’ecografia fuori screening occorrono oltre 300 giorni e per gli esami neuroradiologi circa 170 giorni. Siamo alla frutta». Sia don Reno che Tinti denunciano come - di fronte ai tagli ai servizi in ospedale - è carente anche l’assistenza sul territorio. «Dov’è finita l’assistenza domiciliare?», si chiedono.

L’appello è perché ci sia una forte partecipazione e mobilitazione in difesa dell’ospedale cecinese e più in generale dei servizi sanitari sul territorio. Ma soprattutto ai sindaci della zona perché si pongano «con voce forte e con coraggio in difesa dei loro cittadini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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