Attenzione
«No aperture la domenica»
ROSIGNANO. La Confesercenti, con Federstrade ed il sostegno della Conferenza Episcopale Italiana, ha lanciato “Liberaladomenica”, una campagna di raccolta firme a sostegno di una legge di iniziativa...
ROSIGNANO. La Confesercenti, con Federstrade ed il sostegno della Conferenza Episcopale Italiana, ha lanciato “Liberaladomenica”, una campagna di raccolta firme a sostegno di una legge di iniziativa popolare che riporti nell’ambito dei poteri delle Regioni le decisioni sulle aperture domenicali. «Negli ultimi anni – ha spiegato in occasione del lancio il Presidente Marco Venturi – il commercio ha perso migliaia di imprese in tutta Italia. Nell’imminenza della presentazione del decreto “Salva Italia”, denunciavamo che le aperture domenicali non avrebbero aumentato né consumi né occupazione. I fatti ci hanno dato ragione: i consumi continuano a cadere e la disoccupazione è a livelli record. L’eccesso di liberalizzazioni ha avuto il solo effetto di penalizzare i piccoli e medi esercizi, aumentando i costi e distorcendo la competizione. Non vogliamo chiudere tutte le domeniche, ma restare aperti solo quando è necessario». «Il sostegno della Cei - ha affermato l’Arcivescovo Giancarlo Maria Bregantini, responsabile lavoro della Cei - è a difesa di un valore innanzitutto antropologico: il riposo domenicale è fondamentale per l’uomo per dare senso alle cose che fa. Ha anche un valore sociale: perché le famiglie, e soprattutto le madri costrette a lavorare di domenica, non hanno più la possibilità reale di seguire i figli. Condividiamo anche le ragioni economiche: l’apertura domenicale deve essere eccezione, non regola. È necessaria una regolamentazione degli orari, non una liberalizzazione sfrenata del commercio domenicale». Da martedì scorso il comitato dei Promotori ha depositato presso la Corte di Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare. «Serviranno 50.000 firme – precisano alla Confesercenti - a raccogliere in un periodo di sei mesi». A livello locale, dicono alla Confesercenti «si potrà personalizzare l’attività coinvolgendo associazioni ed Enti che ne dichiarassero l’interesse».
Alessandra Bernardeschi
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