Il Tirreno

Accesso agli atti, il Comune dice no ma il Tar lo condanna

Palestra Free time: accolto il ricorso della ditta di infissi «Noi non abbiamo mai rilasciato alcuna certificazione»

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CECINA. Il tribunale amministrativo regionale ha condannato il Comune di Cecina al pagamento di 2.500 euro di spese legali in favore dell’azienda “Turri serramenti srl” di Empoli. La vicenda parte dalla costruzione della palestra “Free time”. Il complesso - che oltre alla palestra comprende bar, piscina, lavanderia e altri servizi - si trova davanti al tribunale ed è stato realizzato nell’ambito della mega lottizzazione Cecina Nuova. A occuparsi di tutti i serramenti, dagli infissi alle porte, è stata la società empolese.

«Siamo arrivati a completare il 95% dei lavori – dicono dalla Turri – fino a quando non ci sono state divergenze economiche e abbiamo deciso di sospendere ogni intervento». La struttura, però, è stata completata e poi inaugurata. «A quel punto – continuano dalla ditta empolese - ci siamo chiesti chi avesse rilasciato le attestazioni e i marchi CE che devono accompagnare gli infissi e le porte, oltre alle certificazioni energetiche, dal momento che noi non abbiamo firmato alcun documento in merito».

Così, il legale di “Turri serramenti” presenta in Comune un richiesta di accesso agli atti. «Volevamo vedere chi avesse firmato le autorizzazioni CE» dice il titolare Simone Sereni. Ma da palazzo civico in un primo momento dicono no. «Forse è stato ritenuto che la società non avesse i requisiti per avanzare una simile richiesta» dice il sindaco Stefano Benedetti. Ma alla ditta non si perdono d’animo e promuovono un ricorso al Tar per visionare le autorizzazioni necessarie all’apertura dell’attività. Il Comune solo alla notifica del ricorso decide di concedere l’accesso agli atti. Il primo ottobre la società comunica al Tar «la sopravvenuta carenza d’interesse» dal momento che ha ottenuto la visione delle carte ma ha comunque chiesto il pagamento delle spese legali da parte dell’amministrazione. Il Tar, con sentenza dell’11 ottobre, accoglie la richiesta e condanna il Comune di Cecina al saldo di 2.500 euro in favore della ditta. «Negli atti che abbiamo visionato non c’era nessuna attestazione o marchio CE per gli infissi e le porte esterne lungo le vie di esodo – dicono dalla Turri – per questo abbiamo inviato una raccomandata con ricevuta di ritorno alla proprietà, al Comune e ai vigili del fuoco. Nella lettera scriviamo che noi non abbiamo rilasciato nessuna certificazione. È un modo per tutelarci in caso d’incendio. Abbiamo, invece, trovato un’attestazione di certificazione energetica firmata da un tecnico esterno alla nostra ditta».

Rino Bucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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