Attenzione
Trovato morto l’anziano scomparso
Era in un campo, dietro un agriturismo, vicino all’auto della moglie con cui si era allontanato il 22 ottobre
CECINA. Forse voleva solo tornare a casa. Spaesato, confuso dalla malattia, incapace di orientarsi nello spazio e nel tempo, forse quel giorno aveva deciso di salire in macchina e tornarsene a Riparbella. Ma si era perso e ritrovato solo. Solo davvero.
Le ricerche di Giorgio Martignoni, l’anziano scomparso il 22 ottobre, si sono concluse ieri pomeriggio. L’uomo è stato ritrovato ormai senza vita, disteso in un campo. Era dietro un agriturismo a Poggio Cornetto, nelle campagne di Bibbona. Pochi metri più in là c’era la Citroen Berlingo della moglie, quella macchina che sembrava svanita nel niente insieme a lui.
Da quanto era lì? Da molti giorni, dicono i carabinieri del nucleo investigativo. Anche in base a un primo esame esterno, eseguito dal medico legale Damiano Marra, la morte potrebbe risalire anche all’indomani della scomparsa. Non è stato ancora stabilito nulla in ordine all’eventuale autopsia: il sostituto procuratore Giuseppe Rizzo deciderà stamani. Nel frattempo il corpo è stato trasferito all’obitorio di Livorno, ancora a disposizione della magistratura.
É stata avvertita la figlia, Federica, che dal giorno della scomparsa si era trasferita qui da Milano (dove ha uno studio legale) per distribuire volantini, fare domande, cercare tracce, chiedere aiuto. Aveva mobilitato tutti, anche chi fa volontariato tra le stazioni ferroviarie. Ma lei non ha mai creduto che suo padre fosse salito su un treno: sentiva che si era perso qui, da qualche parte. A piedi oppure in auto. E aveva ragione.
Martignoni, ex bancario Bnl, da pochi mesi si era trasferito con la moglie Annamaria a Riparbella, dove aveva una casa che i coniugi usavano per le vacanze. Da quando una malattia generativa gli aveva tolto progressivamente la lucidità mentale, era seguito costantemente da lei. Anche il 22 ottobre era con Annamaria. L’aveva accompagnata a fare la spesa a Cecina, alla Coop di via Pasubio. Era bastato un momento di distrazione, pochi minuti in cui la donna era andata in edicola, e lui era sparito. Con la macchina. Da allora, 19 giorni di ricerche senza esito. C’erano state solo tre segnalazioni, due delle quali forse veramente attendibili (lo avevano visto la sera del 22 su una panchina dietro la Coop). O forse neanche quelle. Non lo sapremo mai. Certo è che non doveva essere lui l’uomo avvistato alla stazione all’alba del 23. A quell’ora è presumibile che Martignoni fosse già nelle campagne bibbonesi, dove si era perso dopo aver lasciato la strada asfaltata e imboccato il viottolo tra i cipressi che conduce all’agriturusmo. Solo, senza soldi, senza un telefono, senza medicine, al freddo. E soprattutto senza la capacità di chiedere aiuto, di farsi vedere. Non lo ha visto nessuno. Nemmeno un cacciatore. Fino a ieri.
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