Finanza
Piano casa, il Comune incassa
Mansarde abitabili, alloggi rialzati, annessi: 100 pratiche, oneri per 500mila euro
CECINA. Un tesoretto di circa mezzo milione di euro. È quanto è riuscito a portare il Piano casa nelle casse del Comune di Cecina. La variante urbanistica con tutte le norme tecniche per rialzare abitazioni, recuperare annessi o ampliare case è stata approvata nel 2010. Una manovra figlia di un triplice intento: recuperare soldi in termini di oneri di urbanizzazione, incentivare il lavoro delle ditte edili in un momento di crisi e venire incontro alle esigenze delle famiglie. «In due anni – dice il sindaco Stefano Benedetti – sono stati conclusi circa cento interventi. In questo modo siamo riusciti a recuperare oltre mezzo milione di euro. I nostri uffici hanno calcolato che , tra ditte ed indotto, sono stati movimentati lavori per quasi 6 milioni di euro. In questo momento non è poco».
Oneri. Anche gli oneri di urbanizzazione si sono riassestati su cifre più rassicuranti dopo il picco del 2010. Due anni fa, dai circa tre milioni di euro del 2008, si era scesi quasi del cinquanta per cento (gettito intorno al milione e 300mila euro). Per poi risalire, dopo il piano, a circa un milione e ottocentomila euro nel 2011. I primi dati del 2012 dimostrano una certa stabilità sulle cifre dell’anno scorso.
Stessi volumi. «Sono stati eseguiti circa cento lavori – dice l’assessore all’urbanistica Giamila Carli – ma non c’è stato nessun aumento di volumi. Infatti, abbiamo imposto di costruire solo sull’esistente. Il Piano casa è nato dal confronto sia con i cittadini che con le associazioni di categoria. La variante è ancora in vigore, anche se non escludiamo di migliorarla».
Cosa prevede. La variante prevede una serie di benefici per gli interventi sugli immobili. Le mansarde e i sottotetti possono ottenere l’abitabilità a partire dai 2,30 metri a patto che abbiano servizi igienici. Sono contemplati ampliamenti agli edifici a patto che non rientrino nelle categorie M1 e M2. Le case fino a 70 mq possono incrementare il loro volume del 35%, quelle tra i 70 e i 90 metri del 30%, quelle tra 90 e 110 metri del 20%, mentre da 110 mq in poi l’ampliamente può essere del 10%. Si possono trasformare in case anche stalle e magazzini a condizione che la struttura superi i 38 metri e che ci sia l’allaccio con fogne e acquedotto. Non è tutto, la nuova casa deve essere la prima abitazione dell’intestatario e non può essere venduta prima di 10 anni. È obbligatoria l’installazione di pannelli solari e sistema di recupero delle acque.
«Norma all’avanguardia». Il piano è stato stilato anche grazie al confronto con le associazioni di categoria. «La variante adottata dal Comune di Cecina – dice Daniele Cecconi di Cna – è all’avanguardia per tutto il territorio e ci auspichiamo che anche le amministrazioni limitrofe, in questo momento di crisi, pensino di adottare un piano del genere per i loro cittadini e le loro aziende. Un altro punto a favore di Cecina e che ci ha lasciati soddisfatti è stata la volontà di lasciare l’aliquota Imu per i capannoni di proprietà allo 0,76 per cento non andando a gravare ulteriormente sulle spalle della piccola e media imprenditoria industriale».
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