Proteste
Parco eolico, scontro su chi ci guadagna
L’opposizione: «Affare solo per i veronesi, danni al territorio». La giunta: «Nelle nostre casse 200mila euro l’anno»
RIPARBELLA. Chi contesta dice che i 10 aerogeneratori sul Poggio del Malconsiglio sono un affare solo per i veronesi dell'Agsm. Lo slogan "A Verona i soldi, a Riparbella i danni" campeggiava, martedì sera, su uno degli striscioni che il comitato contro il parco eolico aveva affisso sul muro di fronte al municipio, prima dell'inizio dell'assemblea pubblica. Sindaco e maggioranza respingono l'accusa: «Tutte balle, questo impianto porterà nelle casse comunali 200mila euro l'anno». E giù con l'elenco delle compensazioni previste (e attese): strade asfaltate, fotovoltaico su una scuola, i famigerati quattrini, il 3% di quanto incasserà la società dalla produzione e vendita dell'energia. Una frattura politica. Martedì sera, in aula consiliare, la frattura esistente tra le due parti si è riproposta in modo netto. Una frattura essenzialmente politica, che vede il sindaco Fontanelli e la sua giunta, bersaglio di un'opposizione che contesta la gestione dell'operazione eolico, nel suo complesso, da quando è partita ad oggi. Imputa a Fontanelli di non aver voluto il referendum popolare, di aver discusso coi proponenti la convenzione (anzi, le convenzioni) senza coinvolgere i cittadini, di aver in sostanza - come scrive in un volantino distribuito ieri Lucibello Piani di Insieme per Cambiare - "svenduto il futuro di Riparbella per 60 euro all'anno".
Questioni politiche a cui i tecnici della società Parco Eolico (l'ingegner Marco Giusti di Agsm e l'ingegner Alì Rahimian dei danesi di Ewf) - presenti in sala - non possono certo dare risposte. Come quella espressa dall'ex vicesindaco, oggi all'opposizione, Vincenzo Paroli: «Ritengo questa assemblea prematura - dice - e vi spiego perché: il 14 ottobre ho inviato una proposta di transazione al sindaco che mi ha risposto dicendo che avrebbe accolto i nostri contributi sulla convenzione. Non abbiamo fatto in tempo».
La questione referendum. Ci prova allora Fontanelli a rispondere, partendo dal referendum: «Il parco eolico - dice - era nel programma elettorale della coalizione che ha vinto. Chi ha votato ha votato per farlo. Abbiamo vinto le elezioni, dunque non c'è bisogno del referendum». Francalacci (Ipc) fa notare tuttavia che nel programma del sindaco era ammesso l'istituto del referendum. Il sindaco ricorda anche che «originariamente, il progetto prevedeva 17 aerogeneratori. Oggi, grazie anche al nostro intervento, sono 10 torri». Nel mirino c'è anche il contenuto delle due convenzioni: una, quella del 3%, che stabilisce che Riparbella potrà incassare il 3% di quanto guadagnato dalla società Parco Eolico dall'energia prodotta. E prevede, al suo interno, un bonus di 50mila euro per le famiglie. E ancora: una scuola di educazione ambientale, il fotovoltaico sul tetto di un edificio comunale e la sistemazione del verde urbano. L'altra è quella "extra 3%" - come la battezza il sindaco - che stabilisce la sistemazione della strada comunale Chiannerina con l'innesto sulla Sp 14 (lavori - dice Fontanelli - che consentiranno di coprire il tratto Riparbella-Pontedera in 20 minuti), 4 km di asfaltatura sulla strada della Val di Lopia e la sistemazione del tratto della strada che dallo Smorto porta al Felciaione, dove c'è la sottosezione elettrica. Quella stessa che Paroli contesta, dicendo «di aver scoperto delle sue dimensioni - quasi un campo sportivo, - solo a cose fatte».
La partita delle compensazioni. Sulla convenzione le opposizioni vogliono vederci chiaro, per questo chiedono ad Agsm se è disponibile a partecipare ai lavori in commissione. L'ingegner Giusti, a proposito, è altrettanto chiaro: «Disponibilissimo a partecipare, a patto che non si rimetta in discussione il percorso già fatto» . In soldoni: le convenzioni non si cambiano. Ipc (col capogruppo Mancini) e Paroli fanno notare che i chiarimenti sono necessari anche in una fase in cui è venuta a mancare la presenze della segretaria comunale. E a Francalacci che sottolinea come "la contrattazione non sia equa, perché si fa l'impianto senza che le convenzioni siano firmate" e dunque vincolanti per i proponenti, sono ancora Giusti e Rahimian a replicare: «Le compensazioni erano già fissate nell'autorizzazione che ci è stata concessa il 20 maggio 2010 con 37 prescrizioni, cui noi abbiamo risposto. L'oggetto delle convenzioni non è assolutamente una compensazione».
C'è spazio anche per alcuni interventi del pubblico. Righini, per esempio, spezza una lancia in favore del lavoro di sindaco e giunta, "faticoso per il clima di astio che si è generato in paese".
E un insegnante chiede lumi sulla scuola di educazione ambientale: cosa sarà? Su questo i tecnici possono dire ben poco, è la politica che deve fare le scelte. Graziano Pacini (Tavolo della Pace e moderatore) lancia una proposta: «Se ne discuta insieme, in commissione». Mozione accolta. Ma è l'unico barlume di luce in una fitta nebbia di polemiche e contrapposizioni.
andrearocchi67
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