Il Tirreno

«Lascio un territorio ricco quanto avido»

«Lascio un territorio ricco quanto avido»

Prima l’Inps gli revoca l’assegno d’invalidità, poi viene sfrattato. «Trattato come un pezzente»

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CASTAGNETO. Ieri era il suo ultimo giorno di permanenza nella casa in affitto a Marina di Castagneto, in cui abitava da due anni.

E' stato sfrattato Vasco Sozzi, ex falegname di Suvereto, molto conosciuto in paese dove si intratteneva spesso a parlare con tutti, residenti e turisti.

Chi non l'ha visto almeno una volta seduto al bar Magenta o al bar Galleria con i giovani del posto a bersi il suo caffè, leggere il giornale e parlare del più e del meno?

Ma le cose cambiano, anche per lui che aveva scelto l'affitto dopo aver trascorso oltre dieci anni in alloggi di edilizia popolare riservati ai più bisognosi. Poi, con un piccolo gruzzoletto, aveva scelto di lasciare il passo a chi era più in difficoltà. E quindi aveva scelto l'affitto.

All'attuale appartamento era giunto dopo una serie di difficoltà, la separazione, l'infarto e la depressione.

All’epoca riusciva a percepire, oltre alla pensione, anche un contributo Inps di invalidità, che recentemente però si è visto negare perché considerato "un contributo sbagliato".

«Quello che mi rammarica, al di là di tutto - ci racconta Sozzi - è l'avidità delle persone in un luogo come questo. Un territorio che dà naturalmente ricchezza e che non conosce la generosità nei confronti di chi può aver bisogno. Sono stato condotto qui da un assistente sociale, per circa dieci anni sono stato alloggiato nelle case sopra la farmacia di Marina di Castagneto, di proprietà comunale. Poi, con la pensione del lavoro di 488 euro e l'invalidità di 320 euro, ho pensato di cavarmela e di andarmene in affitto, c'era chi aveva più bisogno di me».

«L'affitto - prosegue Sozzi - era 450 euro, poi abbassato a 350. E finché non mi hanno tolto l'invalidità ce l'ho fatta. Poi sono cominciati i problemi. Pagavo l'affitto, in parte, anche con le sovvenzioni comunali che tardavano sempre più ad arrivare. E per giunta adesso l'Inps pretende indietro tutti i soldi versati perché dicono che si è trattato di un errore».

«Il proprietario non vuole sentire ragioni - dice ancora Sozzi - gli ho chiesto due giorni solo per dormire ma mi ha cacciato. Mi ha trattato come un pezzente. E siamo quasi in pari coi pagamenti, sta aspettando ancora qualcosa dal Comune. La casa era di 38 metri quadri e vi dividevo contatori e antenna con l'appartamento confinante. Fatto sta che l'antenna si è guastata, diverso tempo fa, e lei non l'ha voluta accomodare. Da più di un anno quindi non vedo nemmeno la tv. Poco male, si vive lo stesso ma il trattamento non è stato proprio da persone civili. La mia vita non è stata facile come tante altre immagino, per venti anni ho lavorato nel bosco, ero felice. Ho avuto una famiglia, tre figli ora tutti sistemati, nel 2003 la separazione e la mia vita a rotoli».

«Ho infine deciso di andarmene - conclude - non so bene dove magari anche all'estero, chissà. Dove si vive adesso in Italia con nemmeno 500 euro al mese?».

Divina Vitale

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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