Il Tirreno

File al Cup, una proposta prenotino i medici di base

Commissione sanità: l’Asl ammette i disagi, ma rilancia su totem e farmacie Calamai: «Fughe nel privato, per forza: qui sono tutti dirigenti, timbrano e via»

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CECINA. «La nostra missione, nei prossimi anni sarà riuscire a mantenere la rete sanitaria. Un tempo era un punto fermo, ora non lo è più. Ci sono degli esami nel privato che hanno costi pari al ticket dell’Asl 6 e il nuovo decreto Balduzzi determinerà altre fughe. In nessuna azienda privata c’è il numero di dipendenti che abbiamo noi, ma nel privato ci sono altri contratti. Qui sono tutti dirigenti, si timbra il cartellino, e non ci si sposta in luoghi che hanno scarso appeal. Ho il dovere morale di informare la cittadinanza che di qui in avanti le nostre risorse saranno sempre più basse».

Partiamo dal fondo, dall’intervento a margine della commissione consiliare sulla sanità del direttore generale dell’Asl Monica Calamai. Un intervento che da un lato spiega il momento critico del comparto e dall’altro cerca di ridimensionare la discussione su file, liste d’attesa e quant’altro. Il discorso è stata la conclusione di una lunga riunione che aveva per tema il Cup, i tempi per gli esami e il laboratorio dell’ospedale.

Il cup. Le file ci sono ancora. Nonostante i 5 dipendenti la mattina e i due nel pomeriggio. Il direttore amministrativo, Gabriele Morotti, ha spiegato che solo in ottobre si sono registrate 6.300 prenotazioni, 3.710 registrazioni anagrafiche, 729 accettazioni e 2.182 incassi. «Stiamo cercando di togliere la pressione – dice Morotti – promuovendo canali alternativi come Cuptel e prenotazione in farmacia. Il tavolo con le associazioni dei farmacisti è fermo, ma lo riapriremo a breve». Una soluzione chiesta in commissione è la prenotazione diretta da parte dei medici di base. La proposta è stata recepita. L’Asl intende anche far iscrivere i pazienti, per le visite di controllo, dagli ambulatori specialistici e dai consultori. Per snellire i pagamenti, inoltre, ci sono gli sportelli Lottomatica e la procedura via posta. Per la stampa dei referti, invece, ci sarebbero i totem ma le carte sanitarie attivate nel territorio sono sotto del 25% rispetto a quanto stimato.

Tempi di attesa. La parola d’ordine è differenziare. Il dottor Sergio Monaco ha spiegato che restano tempi lunghi per le ecografie fuori dal percorso di screening (oltre 300 giorni) e gli esami neuroradiologici (circa 170 giorni). «Per migliorare la situazione abbiamo attivato dei percorsi fuori Cup – dice Monaco – come il day service per gli anemici, i diabetici e chi è in attesa di trapianto di reni». Inoltre ci sono allo studio alcune proposte che ha illustrato il dottor Michele Malventi. Si concretizzano nel diminuire le sedute per quegli esami i cui tempi sono ottimali e aumentare quelli che hanno lunghe attese. A questo si aggiunge un super utilizzo dei macchinari che preveda aperture serali e nella domenica mattina oltre alla telerefertazione.

Le provette. La riorganizzazione dei laboratori ha accentrato su Cecina la microbiologia. «In due anni –dice il dottor Nicola Mazzuca – i costi aziendali sono scesi di 700mila euro. A fine riorganizzazione si arriverà al risparmio di un milione. Nello specifico a Cecina il personale è variato di un solo dipendente (da 25 a 24 persone) mentre gli esami sono aumentati grazie alla microbiologia: si è passati dai 913.145 esami del 2009 ai 1.110.536 del 2012 (fino ad ottobre).

Rino Bucci

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