Il dolore
Gli under 30 a caccia dei delusi
Gasperini e Marzini lanciano Cecina Insieme: «Non siamo un calderone». E si parla di trielina
CECINA. Lorenzo Gasperini e Dario Marzini, dopo aver sbattuto la porta del Pdl, non potevano sognare un debutto migliore. La prima assemblea pubblica convocata dal loro movimento civico, Cecina Insieme, è riuscita a riempire l’auditorium di via Verdi. Oltre cento persone - tra simpatizzanti, curiosi e facce note della politica locale – hanno ascoltato per più di due ore le proposte nel nuovo gruppo in consiglio comunale. Gasperini e Marzini hanno raccontato la loro fuoriuscita dal Pdl. Una fuga motivata da «delusioni a livello nazionale» ma che ha dato la spinta per formare un movimento civico che guardi alle esigenze della città e aperto a tutti. «Però non siamo un calderone – ha detto Gasperini – ma un contenitore che raccoglie persone che abbiamo obiettivi comuni».
I due consiglieri, durante l’incontro, hanno promosso una campagna di adesioni. Gli interessati al progetto Cecina Insieme andranno a formare commissioni ad hoc per la discussione dei vari problemi che interessano la città. La prima assemblea ha ruotato su un tema di stretta attualità: l’inquinamento da trielina. Nel dibattito è intervenuto infatti Yuri Trusendi, referente del comitato “No trielina”, che è stato il vero protagonista della serata. Trusendi ha ripercorso la storia di un inquinamento che, dal 2004 ad oggi è riuscito a minacciare la falda sotto la città. È partito da Poggio Gagliardo ed è arrivato fin quasi a Marina di Cecina.
«Per molti anni il problema è stato abbuiato – ha detto Trusendi – basti pensare che solo da questa estate è stato costituto un gruppo di monitoraggio per il fenomeno. Quando, almeno dal 2004, il problema dell’inquinamento è diventato pubblico. La trielina nell’acqua è un elemento che può portare a gravi conseguenze per la salute, perfino al cancro. Ad oggi siamo nelle mani dell’Asa che si occupa della manutenzione dei filtri a carbone attivo nei pozzi. Questi filtri hanno bisogno di manutenzione e costano molto. Il loro prezzo viene ricaricato sulle nostre bollette dell’acqua».
Come più volte riportato, c’è un progetto di bonifica da parte della Regione. Costa quattro milioni di euro ma non prenderà avvio finché non si comprenderà chi dovrà accollarsi il costo di questa operazione.
«I colpevoli ci sono – ha detto Trusendi – li ha individuati anche la Regione in numerosi atti, ma non è mai stato fatto niente da nessuno. Basti pensare che le istituzioni hanno impiegato sette anni per comprendere il problema».
Rino Bucci
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