Il Tirreno

Verrà mantenuto il giudice di pace

di Alessandro De Gregorio
Verrà mantenuto il giudice di pace

Benedetti incassa l’ok degli altri sindaci (tranne Sassetta), a giorni partirà la richiesta formale al ministero

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CECINA. L'accordo è stato trovato e, se tutto andrà a buon fine, il giudice di pace potrà restare a Cecina. All'ultimo appello lanciato dal sindaco Stefano Benedetti hanno risposto quasi tutti i colleghi, confermando i rispettivi impegni a sostenere economicamente l'operazione. L'unico comune che ha detto no è stato Sassetta, che quindi all'entrata in vigore della riforma Severino confluirà completamente nella competenza di Livorno. Sassetta peraltro avrebbe dovuto partecipare con un costo irrisorio, un migliaio di euro. Ma l'amministrazione Cencioni ha preferito destinare anche quei pochi spiccioli ad altre spese.

Tutti gli altri hanno risposto positivamente alla lettera di Benedetti, che chiedeva un sì o un no entro il 30 ottobre. E quindi sì di Cecina (capofila), Rosignano, Montescudaio, Bibbona, Castellina, Guardistallo, Castagneto, Casale, Riparbella, Monteverdi.

Ora gli uffici tecnici metteranno a punto la richiesta formale da inoltrare al ministero della Giustizia entro il 17 novembre. A sua volta il ministero avrà un anno per decidere, ma sarà una mezza formalità. Salvo clamorose novità - che non vanno comunque escluse a priori, visti i tempi - tutta la Bassa Val di Cecina continuerà ad avere almeno il proprio giudice di pace. Almeno lui, visto che nel giro di pochi mesi il territorio perderà la sezione civile e penale del tribunale, effetto dei tagli lineari della legge 148 che concede però ai comuni consorziati tra loro la possibilità di mantenere il giudice di pace assumendosi pro quota gli oneri di funzionamento del servizio. Lo Stato continua a pagare il giudice, gli enti locali si accollano le spese di sede e personale.

In una recente riunione tra amministratori locali Benedetti aveva illustrato un piano di massima che prevedeva, da parte di Cecina, l'impegno a continuare a gestire gli uffici giudiziari di via Landi. L'immobile è comunale e la spesa attuale per pulizie, bollette telefoniche e manutenzione ordinaria oscilla sui centomila euro l'anno, parte dei quali vengono rimborsati successivamente dallo Stato. Scomparendo il tribunale, Cecina continuerebbe a coprire le spese del solo giudice di pace, in questo caso senza rimborsi ma anche con costi inferiori (sui ventimila euro). Tutti e dieci i comuni, compreso quello di Cecina, si ripartirebbero poi le spese per il personale di cancelleria e amministrativo: mantenendo i quattro dipendenti attuali servirebbero non meno di 120mila euro. E qui ovviamente la ripartizione avverrebbe sulla base degli abitanti, cosicché a Cecina e Rosignano spetterebbe di sostenere la parte più consistente. Rosignano, al quale erano stati chiesti 45mila euro, aveva messo le mani avanti. Il sindaco Alessandro Franchi spiegò che prima di assumere impegni che avrebbero gravato i bilanci dal 2014 in poi avrebbe dovuto sentire i capigruppo e la giunta. Lo stesso Franchi suggerì anche di valutare la possibilità di contribuire distaccando personale comandato. Tutte ipotesi che restano aperte. La giunta Franchi ha deliberato un sì di massima, una disponibilità. Il capitolo soldi verrà affrontato in un secondo momento.

«Ora incassiamo questa adesione massiccia - dice Benedetti - e vediamo di salvare un servizio essenziale per i cittadini. Ce ne facciamo carico noi, anche se non è giusto. Dopo la risposta del ministero quantificheremo le spese e la loro ripartizione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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