Toscana
Scapigliato, nuovo ok per 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti
La Provincia allunga la vita della discarica per altri 7 anni Donati: «Limiteremo i conferimenti con gli investimenti»
ROSIGNANO. L’ex gallina dalle uova d'oro vicina a tirare le cuoia? Non sarà così, almeno per i prossimi 6-7 anni. Nonostante una parte di ambientalisti (Medicina Democratica, grillini e non solo) ne chieda a gran voce la chiusura e la bonifica avendo promosso anche una petizione popolare per la causa , la discarica di Scapigliato ha appena incassato in questi giorni la nuova autorizzazione provinciale per lo smaltimento di rifiuti solidi urbani - i cosiddetti rsu - e i rifiuti speciali non pericolosi. La precedente, scaduta il 30 ottobre, è stata sostituita con una nuova che di fatto autorizza il conferimento per la restante parte di rifiuti, prima dell'esaurimento, pari a circa 1,5 milioni di tonnellate di spazzatura.
Il limite annuo è di 460mila tonnellate ma - assicura Daniele Donati, assessore all'Ambiente del Comune di Rosignano - ne vengono conferite mediamente intorno alle 380mila l'anno. Ora, facendo due semplici conti, se si viaggerà con questi ritmi l'esaurimento è previsto nel giro di 4 o 5 anni. Ma l'obiettivo che si pongono da palazzo civico è quello di abbassare ulteriormente la quantità di rifiuti che finiscono nella discarica lungo la ss. 206. Come? Con una serie di investimenti: migliorando la selezione ed il trattamento degli rsu, ma soprattutto aspettando che il nuovo gestore s'impegni alla realizzazione del biodigestore di stampo svizzero il cui costo ammonta già oggi attorno ai 20 milioni. Intanto, però, non si placano le polemiche su Scapigliato e sulla politica di gestione dei rifiuti da parte della macchina comunale. Perché se è vero che fino al 2009 la discarica era un prezioso forziere da cui attingere per le casse municipali, arrivando a garantire entrate per 23,5 milioni l'anno, da tre anni la musica è cambiata.
Si può discutere se bastano la crisi delle imprese, i ritardi nei pagamenti o politiche sbagliate a giustificare questa improvvisa inversione di tendenza, ma di fatto oggi la discarica non rende più come prima e si avvicina alla fine. E una soluzione va trovata. Da palazzo civico, a proposito, arrivano messaggi tranquillizzanti ma non si pensa affatto ad una chiusura della discarica.
Donati, per esempio, replica ai promotori della petizione popolare: «Si è parlato di rifiuti pericolosi, di fanghi inquinanti. Voglio ricordare che la discarica è autorizzata per lo smaltimento di rifiuti solidi urbani e di rifiuti speciali non pericolosi».
Quanto al rinnovo dell'autorizzazione, previsto per 7 anni, l'assessore assicura che il permesso è stato concesso sulla base di dati e analisi e di un monitoraggio ambientale eseguito da Arpat sull'impianto rosignanese. E che la discarica comunale è "perfettamente in linea con le normative vigenti per lo smaltimento dei rifiuti". Conferma, poi, che per allungare la vita di quello che definisce un "polo ambientale del trattamento dei rifiuti" sono in programma investimenti che mirano a ridurre i conferimenti in discarica. Sia sull'impianto di selezione, con una parte di rifiuti avviata alla termovalorizzazione (bruciati, in sostanza, a Livorno), si col famigerato biodigestore sul cui finanziamento, tuttavia, pesa l'incognita del socio privato che comporrà la newco (la società pubblico privata che dovrà gestire Scapigliato). Aspetto, quello della costituzione della nuova impresa, su cui il sindaco Franchi fissa alcune tappe: «Entro il 31 dicembre procederemo alla costituzione della società. Abbiamo poi tempo fino a giugno 2013 per il bando di gara in cui individuare il socio privato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
