Il Tirreno

Una mano agli anziani e l’associazione cresce

di Chiara Castaldi
Una mano agli anziani e l’associazione cresce

Aprirà una nuova sede a Vada (ex centro nautico) ma i problemi non mancano Il presidente Cusmai: «Pochi spazi, niente area feste né aula per il nonno-point»

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ROSIGNANO. L’Auser di Rosignano è in procinto di allargarsi con una nuova sede a Vada. Segno inequivocabile di un’associazione dinamica e piena di iniziative, che peraltro, come vedremo, spesso incontrano degli ostacoli.

Poco spazio. Dalle dichiarazioni del Cusmai, presidente da tre anni, le più sacrificate sono le attività di aggregazione, che costituiscono uno degli scopi principali dell’associazione.

Sartoria nello stretto. Fra le attività che ne risentono di più c’è il cucito. «Da qualche anno – spiega il presidente - abbiamo avviato l’attività di ricamo e cucito. Nata con il supporto di un finanziamento provinciale è continuata grazie all’entusiasmo di alcune volontarie». «In passato – aggiunge la coordinatrice del laboratorio - abbiamo anche accolto persone in difficoltà. Qui facciamo creazioni o decorazioni come passatempo e per realizzare prodotti che poi vendiamo nei mercatini per autofinanziarci». Un’attività che si svolge in una stanza poco spaziosa. «Le nostre volontarie – dice Cusmai – sono costrette a ritrovarsi e lavorare in uno spazio angusto, un stanzetta del centro Rodari dove ha sede anche l’associazione».

Niente corsi di pc. La mancanza di spazio limita anche alcune iniziative cui l’associazione vorrebbe dar vira, come «il “nonno point”, ossia – spiega Cusmai - i corsi di computer. Pur avendo il know out e nonostante le numerose richieste, non possiamo attivare questo servizio perché manca uno spazio dove svolgere le lezioni. Al centro Rodari – prosegue - abbiamo due piccole stanze fornite dal Comune e un’altra stanzetta occupata dal centralino. Speriamo che qualche spazio possa liberarsi, magari con l’inaugurazione della nuova biblioteca».

Manca un’area feste. Un disagio legato alla logistica è anche quello dell’assenza di un’area feste attrezzata. Problema che l’Auser avrebbe in comune con altre associazioni del territorio. «L’unico spazio pubblico – afferma Ortelia Castellani, socia fondatrice - è il centro civico di Castelnuovo. Un luogo decentrato, lontano dalle residenze della maggior parte degli iscritti, che hanno difficoltà a spostarsi. Le cene sociali – continua - per noi costituiscono un importante momento di socializzazione oltre che di autofinanziamento».

Manutenzione parchi giochi. In partenza, invece, la riorganizzazione dell’affidamento per sorveglianza e piccola manutenzione dei parchi giochi del comune. «Fino a poco tempo fa – dice Cusmai – svolgevamo il servizio chiamato “nonno verde” in diversi giardini. Alcuni sono stati abbandonati in seguito al decesso di alcuni volontari. Grazie a un bando provinciale abbiamo deciso, in collaborazione con l’amministrazione e le Pro loco, di riorganizzare questa attività aumentando le aree interessate. Il progetto dovrebbe partire entro la fine dell’anno».

Servizi alla persona. Si tratta principalmente del trasporto per prestazioni sanitarie. «L’Auser – afferma Cusmai - è l’unica associazione che offre questo servizio in maniera gratuita». Questo settore comprende anche il progetto “Ausilio”, in collaborazione con la Coop, che consiste nel fare e consegnare la spesa a persone non autonome; e ancora, le visite di compagnia. «Per questi servizi abbiamo cinque automezzi di cui uno attrezzato per disabili».

Servizi sociali. Fra essi spicca l’attività del “nonno vigile” «svolta – dice Cusmai – dal 1994, negli orari di uscita ed ingresso di tutti i plessi scolastici del Comune tranne quello in via Ernesto Solvay. Un servizio molto apprezzato». «Sempre nell’ambito delle scuole alcune volontarie svolgono l’attività di “prescuola” alle elementari Europa Fucini, Solvay, ossia la custodia dei bambini che per necessità familiari vengono accompagnati prima dell’orario di apertura dei portoni».

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