Il Tirreno

BENEDETTI E BURGALASSI

«Non si può uscire dalla crisi a scapito dei più deboli»

«Non si può uscire dalla crisi a scapito dei più deboli»

CECINA. «Non si può uscire da questa crisi lasciando indietro i più fragili e indifesi». Si conclude così una lettera scritta a due mani dal sindaco Stefano Benedetti e dall’assessore al sociale...

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CECINA. «Non si può uscire da questa crisi lasciando indietro i più fragili e indifesi». Si conclude così una lettera scritta a due mani dal sindaco Stefano Benedetti e dall’assessore al sociale Lia Burgalassi a proposito di disabilità.

Benedetti e Burgalassi prendono spunto dal torneo interregoinale di bocce per disabili che si è svolto domenica al bocciodromo di Cecina: «Vi hanno partecipato poco meno di 200 atleti provenienti dal Veneto, Emilia Romagna e Toscana. E' stato bello passare un pomeriggio a contatto con l'agonismo, la concentrazione, l'entusiasmo, la gioia per la vittoria e la delusione per la sconfitta che i ragazzi condividono, in un'esperienza che è si sportiva, ma soprattutto umana. Ed è anche pensando a questi ragazzi che diventa ancora più preoccupante quanto contenuto nel decreto di stabilità allo studio del Governo che, come già denunciato da queste pagine da Nunzia Proietti del Comitato unitario handicappati, ha suscitato allarme e preoccupazione. Lo sciopero della fame intrapreso da 60 disabili gravi contro le misure previste dal decreto, le proteste di associazioni e le prese di posizioni di alcune forze politiche hanno ottenuto la cancellazione di alcune delle misure previste, ma resta comunque complessivamente pesante l'impatto di questa legge di stabilità sulle famiglie e sulle persone più deboli fisicamente ed economicamente».

«Dopo che dal 2008 - aggiungono - si sono ridotti, fino all'azzeramento, i fondi sociali e quello della non autosufficienza, si continua a colpire le persone più deboli sia con misure dirette, sia imponendo tagli ai servizi sociali, quali ad esempio la riabilitazione, la semiresidenzialità, l'assistenza domiciliare, offerti da Asl e Comuni. Tutto questo è inaccettabile, la necessità di razionalizzare la spesa pubblica, eliminare gli sprechi non può essere pagato da chi lotta tutti giorni per il diritto a vivere la propria vita con dignità. Non possiamo uscire da questa crisi lasciando indietro i più fragili e indifesi, a prezzo di ingiustizie ed egoismi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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