Il dolore
«Salviamo le Società della salute»
Franchi: nessun costo aggiuntivo, ma un ente importante per i cittadini
ROSIGNANO. «Un passo indietro»: questo il giudizio del sindaco Alessandro Franchi circa la proposta della Regione Toscana di azzerare le Società della Salute di cui lo stesso Franchi è presidente per la Bassa Val di Cecina. «Sarebbe – commenta Franchi – come tornare a prima del 1980 a meno che non si trovino altre forme di collaborazione tra Comuni e Asl». Franchi annuncia un incontro tra sindaci «proprio per capire come sia possibile andare avanti. Dovremo anche attendere il giudizio del Consiglio regionale. Al momento – tiene a precisare – nessuna nota o decisione in merito ci è stata ufficializzata». L’azzeramento delle Società della Salute rientra nel documento di programmazione economica e finanziaria in discussione in Regione; una finanziaria che deve fare i conti con i tagli del governo Monti (e ancor prima Tremonti) soprattutto sulla sanità. L’imperativo assoluto è ridurre i costi. La Società della salute della Val di Cecina era già entrata nel mirino del comitato civico che si è costituito a Cecina contro i tagli all’ospedale cittadino. Comitato che chiede l’azzeramento degli enti inutili per salvare, quanto più possibile, i servizi sanitari dei cittadini. Secondo Franchi però la Società della salute è un ente né inutile né dispendioso. «Dagli anni ’80 i Comuni iniziarono ad attuare una politica associata circa i bisogni sociali dei cittadini. Un passo in avanti fu l’entrata in vigore, prima in via sperimentale poi definitiva, della Società della Salute che non solo consolidò questa collaborazione ma che la allargò alle Asl. Asl che entrarono a far parte della Società divenendo più facile capire i bisogni della popolazione, programmare iniziative e progetti. Non conosco le altre realtà toscane ma, nel nostro caso, non capisco neanche i benefici relativi al risparmio – continua – infatti il presidente della Società della Salute (in questo caso lo stesso Franchi) non percepisce indennità o rimborsi per il ruolo che riveste. Nessuna indennità neppure per i consiglieri; infine il direttore della Società della Salute è il direttore responsabile del Distretto, nel nostro caso il dottor Lucchesi». Se le Società della salute dovessero scomparire, «bisognerà capire come poter continuare il lavoro in forma associata».
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