La protesta
“Casti dei”, esce il film girato con i disabili
Debutta a Firenze la pellicola firmata da Grazioli con la collaborazione di Nichetti. Tanti interpreti locali, scene nei centri diurni e nell’ex manicomio
ROSIGNANO. Sta per uscire “Casti dei”, il film diretto da Enrico Grazioli e interpretato da disabili della nostra zona. Realizzato in due anni di lavoro, montato nel 2011 e interamente girato nei comuni della bassa Val di Cecina, il film è un leggero e colorato affresco sulla disabilità, i luoghi comuni con cui deve ancora lottare e le potenzialità delle terapie riabilitative come la musicoterapica, la pet therapy o la velaterapia. Il film, prodotto da Alfea e realizzato con un finanziamento del Cesvot toscano, ha avuto il supporto di numerosi comuni, della Provincia, di privati, di associazioni ed enti locali. Infatti la pellicola mostra con levità il percorso di cura dei disabili mentali «in una zona della Toscana, dove la legge Basaglia, che impose la chiusura dei manicomi, è stata applicata correttamente facendo tutto un lavoro con il territorio», spiega Grazioli, che con il disagio lavora da anni – 20 al Sert e 16 con il Dipartimento Salute Mentale – in collaborazione con l’Asl 6 di Livorno. Per questo “Casti Dei” viene presentato in una sede istituzionale, il Consiglio Regionale della Toscana, venerdì 9 novembre alle 17. Ma le sorprese che riserva al pubblico sono tante. La prima è il dispiegamento di forze del territorio e la disponibilità di tutti per le riprese. Le location nei nostri comuni mostrano inquadrature familiari, dal porto Cala de’ Medici al castello di Marittimo, dal ponte sul Cecina al viale dei cipressi di Bolgheri, dal golfo di Baratti al museo dell’Ospedale Psichiatrico di Volterra. Alcune scene sono girate nei centri diurni e in case famiglia, all’Ordigno, in locali e ristoranti e perfino in un circo. Il mare e il nostro paesaggio sono parte del film come le famiglie e le associazioni di disabili (tra queste Haccompagnami, Velasentite, Nonsiamosoli, Mediterraneo) che hanno contribuito a raccontare questa realtà. Numerose sono anche le imprese della zona che hanno prestato macchinari e mezzi di spostamento (auto, barche, elicottero…). A tessere questo arazzo della diversità locale si sono uniti gli attori e i gruppi musicali, da Artimbanco al Quartetto Italiano di Clarinetti e l’orchestra del “Mascagni”, fino all’istituto “Gemelli” che ha realizzato le scenografie e il centro Fantasia le maschere di cartapesta. La sorpresa è vedere in una pellicola di 85 minuti circa 95 persone tra disabili e normodotati, tra i quali gli attori, i musicisti e gli operatori dell’Asl. Una vera squadra unita nel mostrare le battaglie quotidiane che deve affrontare chi è diverso dagli altri. La storia infatti documenta i momenti di socializzazione e le terapie non tradizionali – musicoterapia o velaterapia - cui si sottopongono i disabili mentre un ministro (Carlo Rotelli) vuole incrinare questo sistema. Un ispettore burocrate (Ranieri Del Testa) per compiacerlo cerca di boicottare la piéce che sta allestendo un regista fiducioso (Luigi Prota), sostenuto dal personale dei servizi sanitari (Sylvie Larcher, Maria Paola Ganzerli). La situazione precipiterà mettendo in corto circuito le macchinazioni perché la diversità, con il suo potenziale di genuina spontaneità, sa aggirare gli inghippi. Così il ministro, venuto ad assistere alla “recita” dei disabili che dovrebbero intonare “Casta Diva” in omaggio alla sua passione per la lirica, finisce per ascoltare una canzone popolare napoletana. «Il titolo vuole giocare con un’aria famosa ricordando che nelle civiltà antiche il diverso era lo sciamano, considerato pari a una divinità» spiega Grazioli, che in fase di montaggio ha chiesto consiglio all’amico Maurizio Nichetti. Il film scuote alcuni luoghi comuni come il disabile mentale che può trasformarsi in killer e i modi di affrontare la sessualità. L’incisività di questi argomenti deriva dal lungo lavoro di preparazione con le tecniche teatrali compiuto dal regista con alcuni dei protagonisti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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