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Capo ultrà della Juve arrestato a Palazzi

Capo ultrà della Juve arrestato a Palazzi

Era venuto da Torino per estorcere soldi a un meccanico ma ci ha trovato i carabinieri

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CECINA. Per riscuotere quei soldi era sceso da Torino addirittura un capo ultrà della Juventus, quel Claudio Toia (45 anni) conosciuto in tutti gli stadi e le questure d'Italia. Ma il recupero crediti non è andato come lui pensava: quando Toia ha preso in mano la mazzetta delle banconote si è visto piombare addosso una mezza dozzina di carabinieri. Ora lui e il suo accompagnatore, il romano Francesco Giannotti (40), sono alle Sughere. Il sostituto Massimo Mannucci ha aperto un fascicolo per estorsione. Oggi è prevista l’udienza per la convalida.

L'arresto è avvenuto lunedì pomeriggio in un'officina di Palazzi. All'inizio di questa storia c'è una rivista, "Guida al campionato", edita per conto del gruppo ultrà “Tradizione bianconera-antichi valori”, erede dei Fighters (sciolti nel 1987 dopo gli scontri con i tifosi della Fiorentina). Capi storici di “Tradizione bianconera” sono Claudio Toia e il fratello Umberto. Quella rivista è piena di pubblicità e tra gli inserzionisti c'era anche un meccanico torinese che tre anni fa, quando si trasferì a Cecina, disse che non avrebbe più pagato. A quanto pare Toia era di diverso avviso. L'ultimo sollecito nei giorni scorsi, al telefono. Per convincere il meccanico, Toia lo avrebbe minacciato di «spaccargli la faccia». Minacce credibili, considerando il pedigree dell'uomo. Anche se, va detto, l'entità della somma richiesta (500 euro) fa sorgere qualche dubbio: possibile organizzare un recupero crediti e mettere in conto una spedizione punitiva Torino-Cecina per così pochi soldi?

In ogni caso il meccanico si è rivolto ai carabinieri, che hanno teso una trappola. Alcuni di loro si sono nascosti nell'officina mentre al meccanico è stata fornita una mazzetta particolare: tutte banconote false eccetto la prima e l'ultima, quelle in vista. Toia e Giannotti all'ora fissata si sono presentati a Palazzi. Sono stati visti e sentiti minacciare l'artigiano per poi afferrare i soldi. Una volta prese le banconote, Toia si è accorto del trucco ma ormai la flagranza del reato era consumata e sono spuntati i carabinieri. Toia e l'amico sono stati bloccati e portati in caserma. E qui è emerso anche il curriculum dell'ultrà, arrestato una prima volta nel 1987 e con una serie di precedenti per rapina, furto, ricettazione, lesioni, stupefacenti.(a.d.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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