Finanza
Sos dal lungomare di Caletta
Balneari e privati fanno la conta dei danni per il maltempo e incolpano la diga «che non c’è più»
CASTIGLIONCELLO. Cabine dei bagni sfondate, acqua che è entrata all’interno di gelaterie e magazzini, la passeggiata completamente ricoperta da rena e sassi e, a tratti, interrotta da transenne messe lì dal comune per segnalare pericolo ai passanti. La violenta mareggiata che si è abbattuta sul litorale tra sabato e domenica ha provocato danni ingenti alle strutture pubbliche e private che si affacciano sul lungomare di Caletta.
L’acqua è entrata nelle cabine dei bagni Graziella, all’interno del bar gelateria che si affaccia a metà cala, nei bagni Tirreno e all’interno del magazzino utilizzato del pescatore Mirko Ulivieri. Le onde hanno danneggiato tratti di passeggiata, hanno catapultato montagne di rena sul lungomare ricoprendo le panchine d’acciaio che si trovano a pochi metri dalla riva. Sabbia che si è accumulata all’ingresso delle vecchie ville sul mare tanto che è stato necessario aprire dei varchi davanti ai cancelli delle abitazioni. Tutti puntano il dito sulla diga di massi costruita circa 50 anni fa a protezione della costa e che oggi è praticamente inesistente: saranno rimasti un terzo dei massi originari e tutti a pelo d’acqua.
«Il Comune deve intervenire urgentemente – dicono molti operatori della costa – non è più possibile attendere oltre. Ogni volta che c’è una mareggiata le onde entrano sulla costa devastando ciò che trovano al loro passaggio». E che la diga di massi stava franando lasciando pericolosi varchi al mare lo avevano già denunciato mesi fa i residenti di Caletta e tutti coloro che hanno le attività che si affacciano sul golfo della località. «Il mare è entrato, ancora una volta, all’interno del mio magazzino – ha spiegato Ulivieri – venti centimetri d’acqua che hanno spazzato via la cesta dove tengo le reti ed hanno provocato danni a tutte le attività sul lungomare di Caletta. La diga, che dovrebbe proteggere la costa ormai è quasi inesistente, è franata sotto la forza delle onde e la situazione peggiora di anno in anno».
E, a ogni mareggiata un po’ più violenta, i danni alle strutture si fanno sempre maggiori. «Stavolta – conclude Ulivieri – la situazione è peggiore di sempre. Non è possibile andare avanti in questo modo». Da qui la richiesta degli operatori di intervenire sulla diga attraverso un’opera di rifacimento. «É l’unico modo – dicono a Caletta – per salvaguardare le attività del lungomare e per proteggere la passeggiata».
Alessandra Bernardeschi
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