Il Tirreno

Chirurgia e Ortopedia, il giallo dei tagli

di Andrea Rocchi
Chirurgia e Ortopedia, il giallo dei tagli

La Cgil ha lanciato l’allarme, l’Asl dice che non c’è nessun piano ma intanto l’assessore regionale vuol accentrare l’attività

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CECINA. Chi ha ragione? La direzione dell’Asl 6 che, replicando alla Cgil, dice che la chirurgia e l’ortopedia di Cecina non saranno toccate, che non è previsto alcun piano di riorganizzazione. O l’assessore regionale alla Salute Marroni che, invece, oltre al taglio di 2000 posti letto, la centralizzazione dei laboratori d’analisi su 3 aree, la riforma del 118 prevede un accorpamento delle chirurgie lasciando negli ospedali più piccoli esclusivamente delle aree mediche? L’interrogativo si pone anche per il nostro ospedale, almeno che non si decida che tra Livorno, Cecina e Piombino tutto resta com’è oggi. Difficile, peraltro, in tempi di spending review e se si vogliono risparmiare quasi 500milioni l’anno, come dichiara la Regione. Allora dov’è la verità?

La Cgil, alcuni giorni fa, denunciò il rischio che la chirurgia e l’ortopedia a Cecina rimanessero esclusivamente per garantire l’attività programmata (piccoli interventi), perdendo le urgenze, con l’ortopedia relegata soprattutto ad esercitare un’attività protesica a livello aziendale, cedendo il grosso della traumatologia rimandata, invece, a Livorno e Piombino. Questo a fronte di un personale medico sempre più carente, di una chirurgia retta da un primario “a scavalco” (il dottor Meucci) e dell’indiscrezione dell’esistenza di uno studio, poi rimesso nel cassetto, che prefigurava almeno per la chirurgia cecinese, simili scenari. Il giorno dopo, di ritorno dal tavolo regionale sulla riorganizzazione per intensità di cura dell’ospedale di Cecina, la direzione dell’Asl 6 inviò una nota in cui smentiva le voci (in realtà la posizione di un’organizzazione sindacale non certo marginale) di un ridimensionamento della chirurgia e dell’ortopedia.

Poi, attraverso il consigliere del Pd Ruggeri, ecco che arriva la voce altrettanto autorevole della Regione. E l’assessore Marroni che parla di accentrare l’attività chirurgica. Accentrare dove? Per la nostra azienda sarà forse l’ospedale di Cecina il fulcro di questo riordino? Difficile crederlo, almeno che l’Asl 6 non venga risparmiata da questo progetto. Ma anche questo è difficile ipotizzarlo. Allora questi interrogativi che in molti si pongono hanno una loro ragione d’essere e stanno provocando comprensibile preoccupazione in bassa Val di Cecina.

I sindaci, a Firenze, dicono di aver strappato un’intesa: non si tocca nulla fintanto che non c’è un piano condiviso che ridisegna il ruolo dell’ospedale di Cecina in un’ottica di rete ospedaliera. Tutto rimandato ad un prossimo incontro in attesa di definire il famigerato piano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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