Finanza
Scuolabus, si va verso lo sciopero
I sindacati hanno attivato la procedura. Chiesto al Comune di sostituirsi alla ditta per gli stipendi
ROSIGNANO. Gli autisti dello scuolabus verso lo sciopero. Un giorno esatto non è stato ancora deciso, visto che proprio stamani i sindacati avvieranno le procedure, ma è probabile che si verifichi nei primi dieci giorni di novembre.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'ulteriore mensilità di salario saltata dalla ditta Falaschi, che anche a Rosignano ha in appalto il servizio: giovedì scorso, infatti, i lavoratori avrebbero dovuto riscuotere almeno il mese di settembre. Ma, come confermano dai sindacati, non è arrivato niente. Nemmeno gli arretrati. E così questo ritardo si va a sommare ai mesi di luglio e agosto e alla quattordicesima.
Verso lo sciopero. Come affermano dalla Uil provinciale, che sta seguendo da vicino la faccenda per il comune di Rosignano, questa mattina saranno spediti alla ditta di Pontedera gli incartamenti per la procedura di raffreddamento, procedura propedeutica e indispensabile per legge prima di attivare uno sciopero. «La procedura - spiega Mirko Betti della Uil - prevede due passaggi. Primo: un tentativo di conciliazione con l'azienda. Se entro una settimana non ci verrà data risposta, scatterà il secondo passaggio, ovvero l'informativo al prefetto. Se anche dopo questo passo non ci saranno risposte, proclameremo lo sciopero». Scioperò che nel pisano è già stato indetto per il prossimo 6 novembre. E i motivi sono gli stessi degli autisti di Rosignano.
Stipendi a carico del Comune. Dal sindacato è stata ha avviata anche un'altra procedura. «Sulla base dell'articolo 17 del decreto ministeriale 145 del 2000 - dice Betti - abbiamo ufficialmente richiesto anche al Comune di Rosignano di sospendere il pagamento delle fatture a Falaschi e di prendersi a carico la liquidazione degli stipendi. Sappiamo che è una procedura complessa, ma i lavoratori non ne possono più attendere, visto che da troppo tempo stanno prestando servizio praticamente sottoforma di volontariato». Dall’azienda, comunque, fanno sapere «che la situazione è in continua evoluzione e che ci siamo adoperando per risolverla nel migliore dei modi».
Mario Moscadelli
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