Sicurezza
Handicap, sciopero della fame «Sosteniamo la protesta»
CECINA. Cinquanta persone affette da Sla, distrofia e sclerosi multipla chiedono a gran voce il rispetto dei propri diritti, con una manifestazione di protesta eclatante: lo sciopero della fame....
CECINA. Cinquanta persone affette da Sla, distrofia e sclerosi multipla chiedono a gran voce il rispetto dei propri diritti, con una manifestazione di protesta eclatante: lo sciopero della fame. Manifestano, coordinati dal comitato 16 Novembre onlus, contro «i tagli alla sanità, la mancata assistenza, la scomparsa del piano per la non autosufficienza dal Decreto Balduzzi». Nunzia Proietti, animatrice storica del Comitato unitario handicappati di Cecina, rilancia la protesta. «Sono persone - ricorda - affette da patologie neurodegenerative progressive, il loro obiettivo è solo uno: ottenere il rispetto dei loro diritti.
Diritti che sulla carta prevedono l'assistenza 24 ore su 24 e un adeguato supporto economico, ma che in realtà troppo spesso si traducono in un totale abbandono e in una vita vissuta al limite della dignità». Nunzia Proietti dà voce alla sua idignazione. «Il problema degli handicappati gravi troppo spesso, e in questa fase ancor di più, passa sotto silenzio. Che cosa devono fare queste 50 persone, che cosa deve succedere ancora perché qualcuno si renda conto della gravità di quello che sta succedendo, i politici in primo luogo, e i mezzi di informazione?»
Il governo ha destinato parte dei 658 milioni della legge sulla Spending review alla non autosufficienza ma ancora non c'é un piano per la destinazione delle risorse, spiegano dal Comitato 16 novembre. Proietti aggiunge: la protesta di questi malati gravissimi, quasi tutti tracheotomizzati e allettati, tutti bisognosi di assistenza continua e vigile 24 ore al giorno, dovrebbe far capire a tutti la gravità della situazione. Una situazione in cui si assiste invece al taglio delle pensioni degli invalidi, e ad una progressiva riduzione dell’assistenza ai portatori di handicap, che limita di fatto il loro diritto a una vita autosufficiente e dignitosa.
Dal Comitato unitario handicappati un appello ai politici, agli amministratori e all’opinione pubblica affinché non si dimentichino i diritti dei più deboli.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
