Il Tirreno

Centro trasfusionale l’Avis lancia l’allarme

di Alberto Mangiantini
Centro trasfusionale l’Avis lancia l’allarme

Personale ridotto, tagliati gli esami integrativi (Colesterolo e Ecg) ai donatori Di Fusco, Sozzi e Simoncini: «Un solo medico fisso è insufficiente»

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CECINA. Allarme tagli anche per il centro trasfusionale. L’austerity e le riorganizzazioni non risparmiano neppur la donazione del sangue. Continua, infatti, ma non senza problemi l’operato del centro trasfusionale di Cecina, alle prese ormai da mesi con carenze di organico e sul quale sta per abbattersi ulteriormente la scure della riduzione dei costi. Nell’ultima riunione della direzione sanitaria, stando a quanto riferito dal presidente dell’Avis comunale Cecina Stefano Di Fusco, si è discusso della necessità di ridurre al massimo le spese. Una delle conseguenze è stata addirittura l’ eliminazione del servizio gratuito di distribuzione di succhi di frutta ed acqua ai donatori, un servizio dal costo veramente minimo.

Ma soprattutto - e il che è più preoccupante - si è deciso di tagliare sui cosiddetti esami integrativi, quelle analisi di controllo del donatore che esulavano da quelle previste per legge dalla normativa nazionale sulla donazione del sangue, ma che il centro trasfusionale di Cecina fino ad ora aveva comunque sempre effettuato per garantire un maggior controllo a tutela sia del donatore che del ricevente.

«Esami importanti quali quelli per la Psa ed il colesterolo, fino adesso garantiti ad ogni donatore ed anche l’Ecg, effettuato prima con cadenza biennale,» ha spiegato infatti lo stesso Di Fusco, «d’ora in poi saranno effettuati solo in presenza di una richiesta specifica del medico, e quindi ci verrà a mancare anche una fonte di attrattiva per altri donatori, a volte spinti a donare una parte di loro stessi anche perché era loro garantito un controllo capillare che sarebbe loro servito anche al di fuori del centro trasfusionale.»

Sempre secondo Di Fusco, il costo di ognuno di questi esami si aggira oltretutto intorno ai 2 euro, garantendo quindi un risparmio irrisorio in confronto al supporto di controllo offerto e che con questa nuova normativa si va a perdere.

«Da parte nostra siamo consapevoli della necessità di un riordino della struttura», hanno spiegato i consiglieri Massimo Simoncini e Marco Sozzi, “ed infatti siamo favorevoli alla conferma dell’apertura mattutina nella seconda domenica del mese, alla sperimentazione dell’apertura pomeridiana del terzo mercoledì del mese per la donazione del plasma ed alla campagna di ottimizzazione delle donazioni di plasma dei gruppi A, B ed AB. Vogliamo però ribadire come ormai da agosto il centro sia sotto organico a causa della maternità di una dottoressa, e possa quindi contare su soltanto un medico fisso, insufficiente per garantire la massima professionalità soprattutto per donazioni lunghe come quella del plasma, per le quali sarebbe anche necessaria invece un adeguamento dei locali, sprovvisti di posti a sedere sufficienti.».

«Siamo stati costretti a queste dichiarazioni - ha spiegato ancora Di Fusco -per sensibilizzare l’opinione pubblica ed informarla che questi tagli vanno a minare sia la salute che la ricerca di donatori, per di più in una struttura dove ormai da anni il trend delle donazioni è ormai stabile, se non in leggero aumento ed in un periodo dove tra l’altro anche i donatori abituali trovano sempre più difficoltà ad avere i permessi necessari per allontanarsi dal proprio posto di lavoro per donare il sangue.»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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