Il Tirreno

«Non siamo privilegiati ed è ora che si sappia»

«Non siamo privilegiati ed è ora che si sappia»

Le Rsu del Comune e la sentenza della Corte costituzionale sul Tfr «Erano soldi nostri trattenuti ingiustamente, non ci è stato regalato niente»

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CECINA. «Quella sentenza della Corte costituzionale ci restituisce solo ciò che ci era stato trattenuto indebitamente dopo la finanziaria 2010 del governo Berlusconi. Non stiamo parlando di soldi in più, ma di euro che erano già nostri». Le rappresentanze sindacali del Comune di Cecina intervengono sul pronunciamento della Corte (il 223 del 2012) che – salvo interventi del governo - restituirà le trattenute sul Tfr del 2,50 per cento (calcolate sull’80 per cento dello stipendio) attuate dall’1 gennaio 2011 a oggi. É stata ritenuta discriminatoria la norma per violazione del principio di equità, in quanto nel privato non è prevista alcuna trattenuta a carico del lavoratore (tutti gli oneri sono sulle spalle del datore di lavoro).

«In molte persone in questi giorni ci hanno visto come privilegiati o si sono convinte che fossimo agevolati da qualcuno – dice Armando Ore, segretario delle Rsu comunali – mentre nei fatti è tutto il contrario. Il momento che stiamo vivendo è davvero preoccupante. È bene che i cittadini lo sappiano. Gli stipendi pubblici sono fermi dal 2007 e in aggiunta si parla di tagliare le indennità di vacanza e di bloccare le buste paga fino al 2018. In realtà, la sentenza della Corte costituzionale ci restituisce solo un prelievo indebito dello Stato. Quelli erano soldi già nostri, non c’è nessun aumento».

Le Rsu (Beatrice Gori per la Cgil, Marco Venturini per la Uil e Enzo Provenzano per il Csa) parlano anche di campagna di mistificazione sui dipendenti pubblici. «Spesso – dicono – i lavoratori statali sono ritratti come fannulloni o assenteisti. C’è molta sfiducia nella cittadinanza da questo punto di vista. Invece nel comparto ci sono persone che hanno voglia di lavorare e che avrebbero bisogno di mezzi migliori, strutture nuove o corsi di formazione, ma sono ferme al palo perché non ci sono più risorse».

Per comprendere la situazione basterebbe sfogliare l’organico del Comune di Cecina. Siamo ai minimi storici, a circa 170 dipendenti. «Il turnover è bloccato da anni – dice Ore – e di assunzioni non se ne parla. Noi viviamo le stesse frustrazioni che vive il cittadino». «E se capita che un ufficio venga trovato chiuso con i dipendenti dentro – spiega Gori – è perché c’è una mole di lavoro immensa da sbrigare». Un esempio? L’ufficio al sociale, sempre più sommerso di richieste d’aiuto di chi non riesce ad arrivare a fine mese.

Rino Bucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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