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La guerra del crocifisso mette in crisi la giunta

La guerra del crocifisso mette in crisi la giunta

Il sindaco di Rosignano ha tolto la delega all’assessore Simoncini e l’Idv esce dalla maggioranza. Franchi spiega: «É solo l’ultimo di una serie di atti unilaterali che non posso più sopportare»

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ROSIGNANO. Cacciato l’assessore Luca Simoncini. La decisione era nell’aria da almeno due settimane, il sindaco Alessandro Franchi ha disposto la revoca della nomina. Il motivo? «Simoncini ha preso una decisione personale che nemmeno io potevo assumere», dice Franchi. Il riferimento è al fatto che l’(ex) assessore dell’Idv ha concesso una stanza del centro civico di Castelnuovo alla Misericordia di Gabbro senza prima confrontarsi con Franchi e la giunta. Una decisione che ha creato un forte attrito tra le associazioni di volontariato laico e cattolico e una vera guera di “religione”, perché la dirigente dell’ufficio patrimonio del Comune ha vietato al vescovo di benedire il crocifisso all’interno della nuova sede della Misericordia. Divieto ignorato dal vescovo, ma che puntualmente ha innescato una diatriba tra laici e cattolici, e di riflesso tra destra e sinistra, in stile retrò alla Guareschi. Per capirci: don Camillo contro Peppone.

L’allontanamento di Simoncini dall’esecutivo ha prodotto un altro scossone: l’Idv esce dalla maggioranza.

«La revoca è l'ultimo atto di una vicenda che, insieme ad altre, è stata per intero generata da Simoncini e dei cui effetti è il solo e unico soggetto a doversi assumere la responsabilità. Il suo comportamento ha creato situazioni di difficoltà tecnica e amministrativa e di imbarazzo politico».

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