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OLIO E DERIVATI

L’Antico Frantoio sperimenta una nuova tecnologia

L’Antico Frantoio sperimenta una nuova tecnologia

CASTAGNETO. Una nuova sperimentazione per frangere le olive in uno dei frantoi più storici di Castagneto. Così l'Antico Frantoio di Segalari ha deciso di abbracciare la sfida tecnologica firmata...

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CASTAGNETO. Una nuova sperimentazione per frangere le olive in uno dei frantoi più storici di Castagneto. Così l'Antico Frantoio di Segalari ha deciso di abbracciare la sfida tecnologica firmata Pieralisi, che promuove una nuova macchina, la Decanter multifunzione. L'estrattore centrifugo impiega un innovativo procedimento che permette di sommare un notevole risparmio energetico. Si tratta della seconda macchina presente in Toscana dopo quella in uso all'Amiata.

Un investimento di svariate migliaia di euro totali che però permetteranno nel futuro di abbattere i costi di produzione e creare nuove fonti di reddito come la vendita del nocciolino per alimentare le stufe a pellet di nuova generazione. «Da questo sistema - ci spiega Fabrizio Serni, titolare del frantoio con il padre Attilio - riusciamo a frangere 30 quintali d'olive all'ora, c'è da considerare che noi frangiamo 10-15mila quintali per terzi in media all'anno e questo nuovo processo ci facilita. Abbiamo fatto questa scelta in una prospettiva di reintegro e di risparmio. Senza aggiunta di acqua esterna migliora la qualità, dalla lavorazione si sviluppano olio di qualità ottima, nocciolino utilizzabile come combustibile eco e una polpa, patè, che può essere reimpiegato in vari campi agronomico, zootecnico come mangime poichè ricco di polifenoli ed energetico».

«L'impianto è il primo in Toscana a utilizzare l'estrattore centrifugo modello Leopard 6, - ci spiega nel dettaglio il responsabile della Pieralisi Beniamino Tripodi - una macchina che consente la separazione dell'olio dalle paste senza aggiunta di acqua di processo e con la formazione della sansa asciutta. Grazie alla dotazione di due frangitori con giri differenziati consente di frantumare il frutto in base alle caratteristiche e consente di esaltare alcune note organolettiche come il verde-giallo, piccante-dolce,amaro-dolce. A ogni partita è inoltre possibile effettuare lavaggi che eliminano ogni contaminazione tra un lotto e l'altro, questo tipo di conformazione è importante quando si lavorano partite diverse: olive coltivate in biologico, dop e igp. E infine l'impianto è dotato di separatore di nocciolino che lo separa dalle sanse consentendo così il recupero di una eccellente biomassa da destinare a scopi energetici. Altro sottoprodotto in uscita è un patè che verrà convogliato ad un impianto di biogas per la produzione di energia elettrica».

Divina Vitale

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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