Il dolore
«Il sindaco tirato per la giacca dalla Pubblica assistenza»
ROSIGNANO. «Il sindaco, nelle ultime settimane, mi ha chiesto tre volte di dimettermi. L’ultima ieri sera (martedì per chi legge, ndr), dicendomi che potevo spiegare la decisione con motivi di salute»...
ROSIGNANO. «Il sindaco, nelle ultime settimane, mi ha chiesto tre volte di dimettermi. L’ultima ieri sera (martedì per chi legge, ndr), dicendomi che potevo spiegare la decisione con motivi di salute». Luca Simoncini, l’assessore cacciato, si toglie più di un sassolino dalla scarpa.
Simoncini, Franchi dice che il suo comportamento nel caso-Misericordia è stato grave.
«Posso assicurarvi che in questa legislatura sono state concesse altre sedi senza un confronto in giunta».
Ridarebbe la stanza alla Misericordia?
«Certamente. La mia decisione ha prodotto un servizio in più per la cittadinanza».
È vero che nessuno della giunta sapeva delle chiavi alla Misericordia?
«L’assessore Ciaffone lo sapeva, visto che le avevo detto che in quella stanza c’era da spostare un pianoforte per fare posto alla Misericordia. E poi secondo voi le chiavi chi me le ha date? Qualcuno dell’ufficio patrimonio. Se poi la Silvestri non era al corrente non è un mio problema».
La Ciaffone come ha reagito alla sua richiesta?
«Mi ha detto che si sarebbe occupata di quel pianoforte».
E allora chi ha scatenato la rabbia sindaco?
«Il presidente della Pubblica assistenza. Franchi su questa vicenda è stato tirato per la giacca da Nicola Di Paco. E non è l’unica volta che gli succede a Franchi».
A cosa si riferisce?
«Per Franchi io ho rovinato i rapporti tra Arci e Acli a Gabbro. Invece mi sono solo reso conto che 4-5 persone dell’Arci, che appartengono al Pd, pensavano di avere l’esclusiva sulle strutture comunali del paese. Io ho fatto presente che questa dittatura doveva finire, per lasciare spazio anche alle altre associazioni. Ma il sindaco ha dovuto seguire le indicazioni del Pd di Gabbro, scaricando su di me la colpa dei malumori della frazioni. E poi c’è la Bagnolese».
Ci spieghi.
«L’ufficio aveva dato le chiavi della struttura all’associazione guidata da Montagnani, quando Franchi sbottò, facendo cambiare la serratura della sede e riprendendosi le chiavi. E sapete perché? In quell’associazione c’erano almeno due persone che a Franchi non sono simpatiche».
Lei, dunque, pensa di essere stato corretto con Franchi?
«Con Franchi e con i cittadini. Magari è lui che non lo è stato con me. Nel marzo scorso, con una mail che conservo, gli avevo esternato il mio malessere per non essere troppo considerato in giunta. Non mi hai mai risposto».
E ora cosa farà?
«Lavorerò all’apposizione, almeno che il governo di Rosignano non cada prima».(ma.mo.)
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